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LAIVES. La voce "integrazione rette degli anziani di Laives ospiti di case di riposo e di lungodegenza" pesa sempre più sui bilanci comunali. Anche recentemente, in occasione del consiglio comunale ultimo dove sono state approvate le variazioni di bilancio, sono stati stanziati altri 75mila euro per questo capitolo dove oramai si viaggia attorno ai 300mila euro di spesa annuale. Al di là delle naturali fluttuazioni determinate da decessi degli anziani o altro, inevitabilmente il trend futuro sarà in crescita per quanto concerne la spesa comunale a sostegno dei ricoveri di persone che autonomamente non sono in grado di far fronte alla retta giornaliera, così come non sono in grado di farlo i parenti più stretti sui quali la legge provinciale consente di rivalersi nel caso in cui il reddito di questi ultimi lo consenta. Perchè è presto detto: la popolazione in generale sta progressivamente sempre più invecchiando, mentre la crisi economica riduce i redditi anche di chi magari, in altre situazioni, avrebbe avuto le risorse per mantenere il proprio congiunto in casa di riposo o di lungodegenza. A tale proposito è molto istruttiva (e andrebbe presa sul serio per tempo) una relazione predisposta qualche tempo addietro dalla casa di lungodegenza Domus meridiana di Laives. Nella relazione infatti si legge che "l'invecchiamento generale della popolazione residente, l'aumento dell'età media di vita e il prevedibile indebolimento delle reti primarie di assistenza familiare sono tutti elementi che rappresentano una sfida per le strutture assistenziali anche perchè, aumento di persone anziane è inevitabilmente aumento anche di persone non autosufficienti". La ricerca fornisce anche qualche dato: da qui al 2030 le persone con più di 65 anni a Laives saranno 4.975; quelle di Bronzolo 807 e di Vadena 301. A livello distrettuale quindi, nel 2030 si prevede la presenza di almeno 6.083 persone con più di 65 anni di età rispetto alle 3.522 che si contano attualmente. In pratica un raddoppio, a fronte di un calo dei componenti nei nuclei famigliari (si fanno meno figli) e così diminuirà di pari passo la capacità di assistere gli anziani in famiglia, con aggravio invece per le strutture pubbliche.
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