BOLZANO. Unitamente all’avvento della Quaresima, iniziata ufficialmente ieri con il mercoledì delle ceneri, torna nella nostra provincia anche l’ormai tradizionale azione “Io rinuncio”, portata avanti per la nona volta dal Forum Prevenzione, dalla Caritas, dal Katholische Familienverband, dall’intendenza scolastica tedesca e ladina e dalla “Arbeitsgemeinschaft der Jugenddienste”.

Anche quest’anno l’obiettivo è uno solo: stimolare la riflessione e rinunciare ad un bene di consumo per rispondere alla fatidica domanda: «Abbiamo bisogno di ciò che abbiamo? Abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno?».

«L’anno in cui è nata quest’azione - spiega Peter Koler, direttore del Forum Prevenzione - l’obiettivo degli organizzatori è stato quello di promuovere la riflessione sulle abitudini consolidate di consumo di ogni partecipante. Quest’anno abbiamo deciso di fare qualcosa in più. A causa della crisi economica, all’azione sarà aggiunta una nuova dimensione. Non si tratta più di rinunciare per solo sei settimane ai consumi e alle abitudini superflue ma anche di sperimentare un cambiamento radicale di mentalità che riguarda il consumo e la crescita».

Se infatti resta la domanda che negli anni ha costituito il fil rouge dell’iniziativa, in questo 2013 si aggiunge un altro slogan: «Prendi qualcosa… lascia qualcosa». Ognuno di noi viene invitato a rinunciare a un bene di consumo, ma in cambio potrà portarsi a casa importanti valori, spunti di riflessione, idee. Il simbolo di questa novità è un manifesto, volutamente povero a livello grafico, dal quale si potranno staccare questi piccoli biglietti con le scritte “felicità”, “fiducia”, “libertà”, “coraggio” e via dicendo.

«In questo 2013 abbiamo deciso di rinunciare alla distribuzione di cartoline e all’organizzazione di concerti e serate di cabaret per concentrarci sul concetto», continua Koler. E aggiunge: «La volontà è invogliare le persone a strappare e portare con sé, simbolicamente, il concetto o il valore cui vorrebbero dedicare particolare attenzione o dedicare agli altri durante la Quaresima».

Ma a cosa hanno rinunciato le persone in questi lunghi nove anni di iniziativa? Preme sottolineare innanzitutto che la stragrande maggioranza dei cittadini che ha deciso di prendere parte al progetto l’ha fatto a prescindere dalle motivazioni religiose. Decidere di dire “no” è stata una sfida contro se stessi, un obiettivo da raggiungere per dimostrare che forse molte cose che fanno parte della nostra quotidianità non sono affatto necessarie. Per quasi il 20% dei partecipanti questo obiettivo si è tradotto nella rinuncia all’alcol. Altri hanno invece deciso di gettare il pacchetto di sigarette, mettere in un cassetto il telecomando, togliere la carne da tavola. E voi? A cosa siete disposti a rinunciare?

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