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ORA. Jelali Ezzedine fa il muratore per una ditta con sede ad Ora, ha un contratto a tempo indeterminato e una famiglia di sei persone. La moglie si occupa della casa e dei figli. Una vita serena, se non fosse per l'attesa snervante, che dura ormai da anni, per avere un alloggio Ipes. «Sono sempre al primo o al secondo posto della graduatoria, con 28 punti, ma non riesco mai ad ottenere l'alloggio. Altrove, di sicuro, non avrei aspettato così tanto».
Michele Buonerba, segretario provinciale della Cisl, ricorda che a Bolzano le cose vanno in modo decisamente diverso. «Nel capoluogo con 25 punti, solitamente, l'appartamento si ottiene in un lasso di tempo ragionevolmente breve. Ma la vera assurdità, dal mio punto di vista, è che ci siano oltre 500 alloggi sociali sfitti a livello provinciale. Una soluzione per porre rimedio al problema ci sarebbe».
Per il sindaco è chiarissima la strada da imboccare. «Soprattutto per i piccoli Comuni bisognerebbe poter accedere alla graduatoria del paese limitrofo. Se ad Ora non ci sono alloggi bisognerebbe poter bussare alla porta di Vadena o Bronzolo che, al contrario, potrebbero avere un edificio nuovo ma non un numero adeguato di richiedenti. Questa soluzione, tra l'altro, funziona molto bene per le cooperative, come testimonia la soluzione adottata tra Bolzano e Laives».
Il sindaco di Ora Roland Pichler conosce bene la situazione di Ezzedine, ma per il momento non può che allargare le braccia. «Abbiamo in programma la costruzione di 8 alloggi per l'edilizia abitativa agevolata in zona Palain, ma le domande sono molte di più. C'è indubbiamente bisogno. Il nostro concittadino, tra l'altro, non ottiene nemmeno uno degli appartamenti che via via si liberano perché trattandosi di una famiglia con sei persone bisogna comunque soddisfare il requisito dei metri quadri. Serve, pertanto, una superficie importante».
Ezzedine, che ha anche figli in età scolare, pone anche il problema della sicurezza. «Viviamo in un appartamento in zona industriale e alcuni dei miei ragazzi devono fare, quotidianamente, un pezzo di Statale a piedi con tutti i rischi che ne conseguono. Mi chiedo perché non si possa fare qualcosa in tempi brevi. Pur di avere un alloggio adeguato e sicuro andrei anche a Vadena o Bolzano». Sul tema sicurezza anche il sindaco di Ora Pichler concorda con il concittadino nordafricano. «Vivendo in zona industriale bisogna passare per forza per la Statale. Si tratta di duecento metri da fare a piedi. Abbiamo progettato una pista ciclabile che ci consentirà di risolvere il problema, ma nell'arco di uno o due anni. Per gli alloggi sociali, invece, siamo solo al finanziamento del progetto esecutivo. Bisogna, pertanto, mettere in conto almeno un'attesa di tre anni». Tempi lunghi per un sistema di assegnazione che non funziona al meglio. «Servono - conclude il segretario provinciale della Cisl Buonerba - graduatorie flessibili tra Comuni confinanti. Altrimenti ci saranno sempre famiglie che vengono accontentate subito e altre che dovranno aspettare anni. Il tutto mentre ci sono sempre centinaia di alloggi sfitti in Comuni dove la richiesta è ormai prossima allo zero. Una riflessione è d'obbligo».
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