BOLZANO. L'Ipes ha stabilito le graduatorie definitive riguardo alle richieste di alloggi sociali presentate nel 2010. Su un totale di 5 mila domande a livello provinciale, ben 2.081 sono state inoltrate nel capoluogo: 565 sono state le famiglie escluse dalla graduatoria (zero punti), 1.296 non raggiungono i fatidici 25 punti, 220 invece sì.

L'assegnazione degli alloggi ancora non è stata avviata, come precisa il presidente dell'Istituto provinciale edilizia sociale Konrad Pfitscher, ma ormai si sa chi ha raggiunto i fatidici 25 punti necessari per l'assegnazione di un alloggio e chi non li ha raggiunti; chi potrebbe ricevere un appartamento e chi nel 2011 non entrerà in una nuova casa. Nei giorni scorsi gli impiegati amministrativi dell'Istituto hanno completato le graduatorie definitive riguardo alle domande inoltrate nel corso del 2010.

Le graduatorie provvisorie esistevano già, ma erano poco significative. Per avere una percezione esatta riguardo al fenomeno alloggi sociali, le graduatorie definitive risultano molto più significanti. «A livello provinciale - precisa il presidente Pfitscher - nel corso del 2010 sono state inoltrate all'Ipes circa 5 mila domande, oltre duemila delle quali solo a Bolzano. Per ora non siamo in grado di dire quanti otterranno effettivamente un alloggio: ancora non è stato terminato il computo degli appartamenti. Il dato esatto riguardo ai nuovi si conosce (380 solo a Casanova), però c'è ancora incertezza su quelli da riassegnare».

Ma veniamo ai dati, pubblicati sia sul sito dell'Ipes, sia nell'albo pretorio del Comune. In questo secondo caso si tratta di un documento di 270 pagine, suddiviso in oltre una dozzina di categorie differenti (italiani, tedeschi, immigrati, anziani...). Compiuti i dovuti calcoli, emergono i dati pubblicati nella tabella. Le famiglie bolzanine - vecchi e nuovi cittadini - ad aver presentato domanda nel corso del 2010 risultano per la precisione 2.081. Ciò che senza ombra di dubbio stupisce, è la elevatissima quota di nuclei familiari che non totalizzano nemmeno un punto. Si tratta di 565 famiglie.

In sostanza, non solo non raggiungono il punteggio minimo ammissibile per l'assegnazione di un alloggio ma non totalizzano neanche un punto. Nemmeno uno. Delle due l'una: o si tenta così, senza interessarsi più di tanto; oppure le regole per il calcolo del punteggio sono talmente astruse da non venire comprese dal cittadino medio. (Ovviamente si deve tener conto dell'elevata quota di domande inoltrate dagli immigrati stranieri - dai semplici tabulati comunali non è possibile calcolare la loro percentuale sul totale - i quali hanno le loro difficoltà a comprendere il burocratese).

Le famiglie che raggiungono i fatidici 25 punti non sono tantissime: 220. Con dei casi eclatanti come il vincitore assoluto. A giudicare dal nome, si tratta di un immigrato nord africano: 45 punti, famiglia di nove componenti! Ma ci sono nuclei familiari di 11 persone che non hanno raggiunto il punteggio, quindi ogni generalizzazione lascia il tempo che trova. Sono infine ben 1.296 le domande che non arrivano a quota 25. Se però, come preannuciato a marzo dal presidente Durnwalder, in futuro si riuscirà ad assegnare le case già con 23 punti, gli aventi diritto sono destinati in pratica a raddoppiare: da 220 a 418. Perché 73 hanno 24 punti e altri 125 ne totalizzano 23. A sperare sono tanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA