MERANO. Il liquidatore della Merano Maia e l'assemblea dei soci hanno dettato la via, designando i nuovi gestori dell'ippodromo (almeno per il prossimo anno). È un primo punto fermo, pur sempre fra le sabbie mobili sulle quali si gioca il futuro dell'ippodromo meranese. L’orizzonte però ancora manca di limpidezza, e il quadro è destinato a rimanere tale almeno fino a quando non saranno delineati con maggiore chiarezza i progetti che la società formata da Pragma, Alfea di Pisa e Hippogroup Roma ha in mente una volta prese in mano le redini della gestione. «Premessa fondamentale – evidenzia Paolo Favero – è che l'ippica rimanga al centro del discorso». Una presa di posizione, quella dell'allenatore meranese che pure si era fatto avanti per gestire la struttura, che collima con le speranze degli appassionati ma anche con le indicazioni del Comune, che dell’areale è proprietario e che nei prossimi giorni sarà chiamato a dare il via libera alla proposta di affitto d'azienda. A quel punto, si spera, i piani per il futuro saranno più chiari. Nel recente documento approvato dal consiglio comunale, fra l’altro, viene ribadito come l'attività ippica sia la destinazione “primaria anche se non esclusiva” dell'ippodromo. «Sono convinto – prosegue Favero – che un simile areale debba essere sfruttato anche con altre attività, purché i cavalli non diventino un fattore accessorio».

A non far dormire sonni tranquilli all'allenatore è l'ipotesi che venga ridotto il numero di giornate di corse: «Ho letto sulle pagine dell’Alto Adige che la società subentrante avrebbe dato disponibilità per 16 giornate nel periodo fra giugno e metà ottobre. Sono fresco di una riunione con i vertici dell’Assi/ex Unire in cui il segretario Francesco Ruffo ha assicurato davanti alle categorie (Favero siede nel consiglio sia dell'associazione degli allenatori sia in quella dei proprietari, ndr) che nel calendario 2013 a Merano verranno assegnate 24 giornate (4 in più dello scorso anno) contribuite, ovvero con un montepremi congruo. Un’indicazione in controtendenza rispetto un panorama dove agli ippodromi le giornate saranno tagliate, indicazione che diventa una testimonianza forte della volontà di Roma di rilanciare il settore delle corse a ostacoli e dell'attenzione nei confronti di Maia. Era quello che il comparto ma penso anche il sindaco Januth, quando parlava di “segnali da Roma”, attendeva. Parlare ora di una riduzione delle corse mi sembrerebbe un controsenso che non solo svuoterebbe il risultato delle battaglie che Merano Maia e il settore hanno combattuto negli ultimi anni, ma che probabilmente si rivelerebbe fatale per la tenuta del sistema-ostacoli». L'assegnazione alla cordata Pragma – Alfea – Hippogroup dell'affitto d'azienda ha accantonato la seconda ipotesi sul tavolo del liquidatore, quella dell’affidamento della gestione proprio a Favero. C'era chi aveva contestato il fatto che potesse essere lui, di gran lunga il maggiore allenatore e proprietario del settore ostacolistico in Italia, a gestire Maia. «È evidente – commenta il diretto interessato – che ho interesse affinché il settore venga preservato e possa pure svilupparsi. La decisione di propormi si è materializzata quando il rischio di vedere Maia spegnersi è diventato concreto. Mi sono interessato per la salvaguardia del patrimonio ippico meranese. Adesso è stato deciso di affidare a qualcun altro la conduzione: bene, il mio mestiere è quello di allenatore. Sono a disposizione se serve una collaborazione nella gestione della parte ippica. A ogni modo, personalmente e come associazioni di categoria vigileremo affinché non sia disatteso quanto i vertici dell'ippica hanno riconosciuto, vale a dire l'importanza nevralgica di Maia per le corse e l'allenamento dei cavalli da ostacoli: non ultimo, il 90% dei saltatori in Italia viene formato e allenato proprio qui. Mi lascia perplesso, per motivi di conciliazione con gli allenamenti dei cavalli, anche il passaggio in cui si dice che fra novembre e maggio gli spazi dell’ippodromo saranno a disposizione del Comune. Una riduzione della stagione e dell'attività ippica, infine, avrebbe riflessi in ambito occupazionale. La mia offerta aveva garantito la riassunzione del 90% dei dipendenti. In caso di ridimensionamento anche le scuderie dovrebbero giocoforza ridurre i loro organici».(sim)

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