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MERANO. Solo l’autorevolezza e la propensione alla mediazione di Giovanni Martone hanno evitato, lunedì sera, che si giungesse ad una definitiva rottura delle trattative. Il tiramolla nella pratica di “divorzio” tra Comune e Meranio Maia sta mettendo a dura prova i pur saldi nervi del gruppo di appassionati che da qualche mese investono tempo e denaro nell’affascinante avventura tesa a rilanciare l’attività ippica all’ippodromo di via Palade.
Ci si attendevano alcune conferme, l’altro ieri, che puntualmente non sono arrivate, e ciò ha convinto i più dei presenti alla riunione indetta da Merano galoppo srl (la società sorta attorno all’iniziativa del gruppo Martone, ndr) che fosse giunta l’ora di abbandonare le trattative e di lasciare che il destino (e declino) della Merano Maia si consumasse fino in fondo. Decisione rinviata, ma solo di qualche giorno, complice appunto la mediazione dello stesso Martone. A calmare un po’ gli animi ha contribuito anche un sms di Patrick Palladino, messaggio arrivato in chiusura dell’incontro, che lascia intendere la possibilità di una positiva conclusione dell’intera vicenda nel giro di qualche giorno.
E’ da qualche mese ormai che la locuzione “nel giro di qualche giorno” risuona nelle orecchie del nuovo gruppo come a preannunciare l’imminente affidamento in affitto dell’ippodromo con annessi e connessi. Ma di giorno in giorno siamo ormai arrivati fuori tempo massimo, al punto che chi, in Merano galoppo, si è assunto l’onere di gestire l’attività dal punto di vista tecnico è piuttosto pessimista sul fatto che si possa arrivare puntuali al primo giorno di corse della stagione primaverile. Una preoccupazione su tutte: le iscrizioni dei partenti avvengono con largo anticipo sulla giornata di corse, circa un paio di settimane, e la scadenza legata alla prima domenica di maggio è tra pochi giorni, difficile in moto la macchina organizzativa in tempo utile.
E poi ci sono le convenzioni da trasferire, le brochure da stampare, la promozione da avviare, attività che si sarebbero potute espletare nei lunghi mesi persi assistendo impotenti alle procedure di divorzio tra Comune e Merano Maia, con quest’ultima impegnata a portarsi via il massimo degli alimenti.
Se, da una parte, al Comune si possono rimproverare lunghi mesi di immobilismo (a ottobre c’era la possibilità di dare il benservito alla società uscente, magari incassando anche la fidejussione come viene chiesto in sede politica), va anche detto che la giunta, sia pur in zona Cesarini, ha compiuto gli atti formali approvando la risoluzione consensuale del contratto con Merano Maia e l’affidamento temporaneo in affitto del complesso aziendale "Ippodromo e Borgo Andreina" alla Merano galoppo srl. Documenti che ora attendono ancora un paio di firme, quella del liquidatore Patrick Palladino sull’atto di divorzio consensuale e quella del giudice fallimentare che benedica l’intera operazione.
Per bene che vada il lieto fine è rimandato ancora di alcuni giorni, ma è su questa prospettiva che Martone ha giocato per tenere calmi i suoi. Certo che, se le richieste di Merano Maia dovessero andare oltre la disponibilità del Comune (vedi pretese sul tondino coperto e chissà cos’altro ancora), le speranze naufragherebbero inevitabilmente, con buona pace di chi ha investito nel futuro dell’ippodromo.©RIPRODUZIONE RISERVATA


