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BOLZANO. «Trasformare il bunker in una collina verde sarebbe un errore. Bisogna conservare ciò che resta del patrimonio storico». Così Umberto Tecchiati, presidente di Italia Nostra, dopo che il sindaco ha annunciato l'intenzione di rinverdire l'Opera 14 di via Einstein. «Tanto per cominciare - dice Tecchiati - se è vero che la Provincia si era offerta di ripulire il bunker e dotarlo di impianto elettrico, il Comune ha sbagliato a non accettare quell'offerta. E adesso sbaglia a volerlo ricoprire con un manto erboso. Questa soluzione va adottata solo nel caso in cui non ci siano alternative. Al Comune suggerisco innanzitutto di verificare come si sono mossi in altre realtà in cui ci sono vecchi bunker».
Ecco qualche esempio: a Castel Corba, ad Appiano, hanno aperto all'interno del bunker un'enoteca superchic. A Moso in Passiria così come a Passo Palade all'interno c'è un museo. A Tel invece c'è una galleria d'arte. Ciò dimostra che non è vero quanto dichiarato dal sindaco, secondo cui non sarebbe possibile, per ragioni di sicurezza, un uso pubblico di tali strutture. Potrebbe essere che anche nel caso del bunker di via Einstein ci sia qualche privato interessato a farlo rivivere.
«Se proprio non ci sono alternative, e solo in quel caso, si può pensare ad una copertura erbosa che in altri casi, dove è stata utilizzata, ha consentito di conservare al meglio il manufatto. Non è detto che prima o poi non si trovi qualcuno interessato a valorizzarlo e a quel punto è importante che il bunker sia stato conservato bene».
Molto critico con Spagnolli il consigliere di Sel Guido Margheri: «Le estemporanee battute del sindaco sul futuro del bunker e sull'assetto del bunker park non corrispondono a quanto, fino ad ora, dichiarato dall'assessore all'urbanistica Pasquali e dai funzionari provinciali. Se tale, struttura sia utilizzabile o meno dal punto di vista tecnico e come, non lo si può certo stabilire frettolosamente a priori senza verifiche tecniche».
Margheri ricorda le idee avanzate dalle associazioni che ipotizzano di utilizzare il bunker nell'ambito di uno spazio culturale attrezzato più grande realizzato anche attraverso strutture mobili. Ora il consigliere chiede alla giunta di discutere seriamente della realizzazione degli spazi culturali in città.
Ecco qualche esempio: a Castel Corba, ad Appiano, hanno aperto all'interno del bunker un'enoteca superchic. A Moso in Passiria così come a Passo Palade all'interno c'è un museo. A Tel invece c'è una galleria d'arte. Ciò dimostra che non è vero quanto dichiarato dal sindaco, secondo cui non sarebbe possibile, per ragioni di sicurezza, un uso pubblico di tali strutture. Potrebbe essere che anche nel caso del bunker di via Einstein ci sia qualche privato interessato a farlo rivivere.
«Se proprio non ci sono alternative, e solo in quel caso, si può pensare ad una copertura erbosa che in altri casi, dove è stata utilizzata, ha consentito di conservare al meglio il manufatto. Non è detto che prima o poi non si trovi qualcuno interessato a valorizzarlo e a quel punto è importante che il bunker sia stato conservato bene».
Molto critico con Spagnolli il consigliere di Sel Guido Margheri: «Le estemporanee battute del sindaco sul futuro del bunker e sull'assetto del bunker park non corrispondono a quanto, fino ad ora, dichiarato dall'assessore all'urbanistica Pasquali e dai funzionari provinciali. Se tale, struttura sia utilizzabile o meno dal punto di vista tecnico e come, non lo si può certo stabilire frettolosamente a priori senza verifiche tecniche».
Margheri ricorda le idee avanzate dalle associazioni che ipotizzano di utilizzare il bunker nell'ambito di uno spazio culturale attrezzato più grande realizzato anche attraverso strutture mobili. Ora il consigliere chiede alla giunta di discutere seriamente della realizzazione degli spazi culturali in città.
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