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BOLZANO. «I numeri? I numeri sono importanti. Ma forse è un illusione pensare che lì dentro ci sia tutto...». Francesco Palermo guarda a quelli del declino della comunità italiana tirati fuori uno dopo l'altro da Fazzi (soprattutto), Pallaver e Scaglia al convegno Pd di Roberto Bizzo. Tre studiosi al di sopra di ogni sospetto. Inteso in senso nazionalistico o identitario. Numeri abbastanza deprimenti, a dirla tutta. Dal 1971 al 20111 il gruppo italiano è sceso del 16% mentre quello tedesco è aumentato del 19,2%. Al gruppo tedesco l’85% dei primari contro il 9%.
Gli incarichi nelle partecipate 87% contro 9%.
Senza contare che in consiglio provinciale, gli italiani, che sono il 25% della popolazione, hanno solo il 12% della rappresentanza.
Insomma numeri che parlano chiaro, e che interrogano la politica sul futuro degli italiani in questa terra.
E dunque, senatore?
I numeri sono numeri, inutile girarci intorno. Certificano un arretramento. Ma la domanda, dopo averli guardati, è un'altra...
E qual è la domanda?
Se si riflette sul rilevamento, che parla di percentuali negative a doppia cifra, è questa: ma allora la situazione è peggiorata rispetto a prima oppure no?
E la sua risposta?
Non è detto che lo sia. Mi spiego. Tutti questi dati certificano che il gruppo tedesco cresce e quello italiano arretra. Ma chiariscono anche una asimmetria. E cioè che le condizioni sociali non sono paritarie. Ma non lo sono da tempo ormai. I tedeschi non hanno concorrenza nei loro settori, agricoltura e turismo mentre gli italiani ne hanno tantissima nel loro, che era l'impiego pubblico.
Appunto, era...
Perché c'è stato un inevitabile aggiustamento di proporzionale. E dunque, in ogni caso, se una situazione parte asimmetrica, continua asimmetrica. Non è che peggiori.
E come si sana l'asimmetria?
Qui viene il difficile. Perchè non c'è statuto che tenga. È la struttura sociale, il territorio. La storia, in ultima analisi.
Quindi?
Magari non c'è in atto nessuna aggressione etnica. Ma in ogni caso va sicuramente aperta una riflessione. I numeri vanno filtrati, non sono la verità assoluta ma devono costituire una base per fare politica.
Dunque c'è un elemento socioeconomico, uno etnico ma manca, appunto quello politico. Chiara Pasquali, ad esempio, ha detto: agiamo su Bolzano. A Bolzano c'è gran parte del gruppo italiano ed è una citta in crisi...
Ma a Bolzano c'è anche la gran parte del gruppo tedesco. E dunque non è che, muovendo solo su Bolzano, si risolverebbe il problema etnico. Tuttavia, investire finalmente sul capoluogo sarebbe un modo di affrontare il problema da almeno uno dei suoi lati.
E l'altro?
Non dimenticare il territorio. Va bene Bolzano, dove poter iniziare a risollevare le sorti della comunità italiana attraverso politiche di rilancio, ma io punterei ancora su un territorio che possa valorizzare la sua multiculturalità. Forse è un mio sogno un po' "verde", ma io non lascerei le valli al loro destino in nome di Bolzano. L'Alto Adige non dovrebbe diventare un monolite etnico con la solo eccezione del capoluogo.
Poi c'è il Pd. Partito autonomista e partner Svp. Bizzo ha detto: ci siamo dimenticati delle persone...
Qui la fermo. Non voglio entrare nelle discussioni interne.
E in quelle esterne? Il Pd dovrebbe essere lo specchio altrettanto moderato della Svp?
Intende il partito degli italiani?
Più o meno.
Non ho la risposta pronta. Ma vorrei che a questa risposta ci si arrivasse. Nel senso che il Pd prima o poi dovrà decidersi: se essere un partito che si allarga anche agli altri italiani non di sinistra o non di centrosinistra oppure se spera di diventare interetnico.
Tra le due?
Il mio sospetto è che non ci siano tanti tedeschi disposti a votare Pd. O almeno, non tanti quanti di italiani disposti a votare Svp. In ogni caso sarebbe il caso di interrogarsi. Non si può continuare a stare in mezzo al guado, perché c'è anche di mezzo la proporz in consiglio che si riverbera sulle assunzioni pubbliche.
E poi ci sono le dinamiche esterne. Il voto austriaco, la nostra legge elettorale...
Appunto. Ad esempio: io sono convinto che la nuova legge favorirà un'alleanza tra Pd e moderati. Tra Pd e FI. E allora: qui che succede? Si apre al centro anche a Bolzano? E questo, cosa potrebbe significare in termini di gruppo etnico, una grande coalizione?
E poi c'è la destra tedesca versus Svp...
E qui i Freiheitlichen mi pare stiano abbandonando il fronte etnico lasciandolo ai Suedtirol Freiheit. Forse per sdoganarsi... Insomma è tutto in movimento, direi che sarebbe il caso di rifletterci sopra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


