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BOLZANO. Di fronte al no della Svp alla creazione di una scuola bilingue, fortemente voluta dai genitori italiani e tedeschi, la scuola italiana in questi anni ha investito parecchio in progetti, sperimentazioni, potenziamenti per migliorare l’apprendimento del tedesco tra gli studenti italiani. Si è fatto molto e i miglioramenti ci sono, ciononostante è in continuo aumento il numero dei genitori italiani che preferiscono iscrivere i figli nella scuola tedesca. Una tendenza confermata anche dalle ultime iscrizioni alle scuole materne: 54 bambini in meno a Bolzano, 28 in meno a Merano.
Ma cosa spinge le famiglie a puntare sulla scuola tedesca?
«Ormai non è più solo una questione linguistica - dice il consigliere provinciale verde Riccardo Dello Sbarba, padre di tre figli che hanno fatto tutto il percorso scolastico in lingua italiana -: la verità è che il gruppo italiano si sente sempre più ghettizzato e vuole un futuro diverso per i propri figli. Vuole che si integrino perfettamente in una società a maggioranza tedesca e quindi scelgono di mandarli nelle scuole dell’altro gruppo. Inutile dire che l’ideale sarebbe una scuola bilingue, dove entrambe le identità vengano valorizzate».
Laura Giordano, informatore farmaceutico bolzanina, e suo marito bolognese, quando hanno scelto dove iscrivere il figlio non hanno avuto dubbi: «Prima la scuola materna e adesso le elementari le sta facendo in tedesco. Oggi mio figlio ha 10 anni e frequenta la IV alle Pestalozzi, sezione Montessori. Volevo evitare che facesse la trafila che ho fatto io dovendo andare ogni anni in Germania, d’estate».
Un’esperienza da consigliare a tutti? «Sì, se il bambino è socievole, perché altrimenti, messo in un contesto in cui si parla una lingua sconosciuta, rischia di isolarsi. E poi a mio avviso va sostenuto: noi abbiamo preso una baby sitter tedesca e adesso che è più grande c’è una persona che qualche giorno in settimana gli dà una mano con i compiti. Costa un po’, ma penso che spenderemmo comunque se da grande lo dovessimo mandare all’estero ad imparare la lingua».
Anche Mauro Ferrari, dentista bolzanino, e sua moglie trentina hanno optato per l’insegnamento nella lingua di Goethe: «Il grande, che aveva sentito parlare tedesco dalla Tagesmutter, ha fatto l’asilo in tedesco: non ha avuto alcun problema e sono contento perché oggi ha un’ottima pronuncia. Questo si ottiene solo con un’immersione totale. Alle elementari lo abbiamo iscritto in via Roen, perché mi è piaciuto il progetto che prevede metà lezioni in italiano e metà in tedesco. Vista l’ottima esperienza con il bimbo, anche la piccola l’abbiamo mandata all’asilo tedesco».
S’iscrivono alle scuole tedesche anche gli extracomunitari. «Se non sei perfettamente bilingue - commenta Artan Mullaymeri, sindacalista della Uil, di origine albanese come la moglie, - in Alto Adige non vai da nessuna parte. Noi siamo una famiglia di ex insegnanti e le nostre due figlie hanno fatto le scuole in tedesco: la grande oggi fa il liceo, la piccola le elementari. Abbiamo pensato che l’italiano lo avrebbero imparato comunque. E così è stato: a casa si parla albanese e loro passano indifferentemente dal tedesco all’italiano, all’inglese».
E le famiglie bilingui? La scula di partenza è in tedesco. È il caso dell’assessore provinciale Christian Tommasini, lui italiano, la moglie tedesca: «Il più grande ha fatto la scuola materna e adesso le elementari in tedesco, la bimba l’asilo tedesco. L’idea è di iscriverli poi alle medie nella scuola italiana: è chiaro che in quanto figli di una coppia mista sono avvantaggiati».
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