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BOLZANO. Approvata al Senato, la riforma elettorale torna alla Camera per la terza lettura e il testo, almeno in base agli accordi, non dovrebbe subire ulteriori modifiche. L’obiettivo è di arrivare al via libero definitivo entro aprile, ma entrerà in vigore nell’agosto del 2016. Se si dovesse andare a votare prima, si continuerebbe ad applicare l’attuale sistema che alle elezioni politiche del 2013 ha mandato a Roma un esercito formato da 12 deputati e 7 senatori in rappresentanza della regione. Si è trattato però, per la Camera, di numeri record (nel 2008 i deputati erano 9) dovuti al premio di maggioranza. Attualmente sono 3 i senatori altoatesini, di cui uno italiano (Palermo), e 8 i deputati, di cui tre italiani (Biancofiore, Bressa, Gnecchi). L’Italicum, ovvero il nuovo sistema elettorale, cambierà radicalmente gli scenari e l’Alto Adige in futuro non avrà più di un rappresentante di lingua italiana alla Camera, che continuerà ad avere 630 deputati.
Camera. Proporzionale, premi di maggioranza, soglie di sbarramento, circoscrizioni provinciali e doppio turno: sono questi gli elementi dell’Italicum che dovrebbe sostituire il Porcellum e garantire rappresentatività e governabilità all'Italia. Ma a differenza che nel resto d’Italia, per il Trentino Alto Adige si prevede il ritorno ai collegi uninominali che sono 4 per l’Alto Adige e 4 per il Trentino, ai quali si aggiungeranno tre deputati eletti con il sistema proporzionale. Ciò significa che se si andasse a votare domani e quindi con gli attuali equilibri politici 3 deputati andrebbero al gruppo tedesco, ovvero alla Svp, solo il collegio Bolzano-Laives verrebbe assegnato ad un italiano e nello specifico ad un politico che sarebbe il frutto di un accordo Pd-Svp. «Per quanto riguarda gli altri tre deputati eletti con il sistema di proporzionale - dice il senatore Francesco Palermo - si può ipotizzare che, per una questione di numeri, la cosa più probabile è che vadano a Trento: con gli attuali assetti, due sarebbero del Pd e il terzo sarebbe il rappresentante della seconda lista più votata».
Durissimo il commento del consigliere provinciale Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore): «Ma chi vogliamo prendere in giro sulla riforma elettorale? Sono i fatti a parlare chiaro: in Alto Adige sarà azzerata la rappresentanza indipendente ed autonoma del gruppo linguistico italiano. La suddivisione in collegi uninominali del territorio altoatesino regalerà automaticamente tre dei quattro deputati altoatesini alla Svp. Nel collegio di Bolzano-Laives è evidente che la Svp potrà scegliersi il candidato gradito ed allineato facendo convergere su di esso il consenso. Bisognava adottare il proporzionale puro».
Ma Palermo non ha dubbi: «Dal punto di vista giuridico questo è l’unico sistema che garantisce un rappresentante italiano dell’Alto Adige. Se si fosse adottato il proporzionale introdotto a livello nazionale, gli italiani sarebbero spariti, perché il quarto deputato, con gli attuali assetti politici sarebbe dei Freiheitlichen».
Senato. In base alla riforma costituzionale cambia completamente pelle il Senato e sparisce il bicameralismo perfetto. Il Senato, che passa dagli attuali 315 componenti a 95, non sarà più eletto direttamente dai cittadini ma dalle assemblee regionali e provinciali. Il Senato diventa una sorta di rappresentanza delle Regioni. In Alto Adige il consiglio provinciale sceglierà tra una lista di consiglieri un rappresentante da mandare a Roma nel nuovo Senato, che sarà quindi un esponente di lingua tedesca; per garantire anche un rappresentante italiano, ci sarà un’ulteriore lista di sindaci, tra cui verrà scelto il secondo senatore altoatesino: attualmente i sindaci italiani sono sei, è presumibile ma non certo che si punti sul primo cittadino del capoluogo che ricoprirà il doppio incarico.(a.m)


