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BOLZANO. Proprio mentre a Roma capitale si litiga sulla legge “Ius soli” che dovrebbe riconoscere la piena cittadinanza italiana ai figli degli immigrati, nati o cresciuti e istruiti nel nostro Paese, a Bolzano un gruppo di giovani della cosiddetta seconda generazione - “2G”- dopo un’ opera di proselitismo durata 3 anni, ha raggiunto il primo concreto obiettivo: la costituzione di un’associazione battezzata «La Nuova Generazione dell’Alto Adige», acronimo “NGAA” . La nascita del sodalizio, che può contare per ora su una trentina circa di aderenti è stata ufficializzata in un’assemblea costitutiva con elezione di un consiglio (nella foto) di cinque membri : quattro ragazze originarie di Perù, Bolivia, Filippine, Albania, più un ragazzo “autoctono” di «antica ascendenza» veneta, cooptato con funzione di mediatore cultural-burocratico, per agevolare i contatti con le istituzioni.
Il consiglio ha poi designato all’unanimità la “peruvian bolzanina” Sharoom Cristhell Torres Carbajal, una 24enne con un’«anagrafe» un po’ complessa, studentessa di giurisprudenza, che racconta della sua esperienza di giovane immigrata, iniziata all’età di 11 anni per lo più fra scuola e università.
Quali sono i vostri obiettivi e i primi risultati?
Il primo obiettivo è ovviamente quello di favorire l’integrazione e promuovere l’inserimento dei «2G», in più, anche elaborare e divulgare informazioni di contenuto socio-culturale incentrate sull’ interculturalità.
Com’è riuscita a raccogliere attorno a sé il primo nucleo operativo?
Grazie alle amicizie allacciate fra scuola superiore e università: un ambiente particolarmente accogliente l’ho trovato nei due anni finali al liceo scientifico-tecnologico “ Galilei” mentre nella facoltà di Giurisprudenza di Verona mi sono trovata fianco a fianco con una schiera di amiche e amici figli d’immigrati.
E prima del Galilei?
«Al terzo anno ho abbandonato lo scientifico Torricelli dove ho trovato un’accoglienza piuttosto fredda, come del resto alle medie: gelosie e tendenza ad emarginarmi da parte delle femmine, approcci da bulletto dei maschi, così mi sono “inchiodata”. Superata la crisi grazie al nuovo ambiente, sono ripartita grazie a una cerchia di compagne con “back-ground migratorio” molto motivate nella lotta per le prime conquiste “civili”.
In sostanza per lo “Ius soli” di cui tanto si discute a livello politico…
Certo, contiamo molto su questa legge sperando che esca quanto prima. Se si mettessero nei nostri panni quanti frenano o si oppongono, forse capirebbero le difficile situazione in cui ci dibattiamo nella vita di tutti i giorni, pur sentendoci in tutto e per tutto italiane e l’italiano come prima lingua d’uso in assoluto. Sta di fatto che non possiamo votare, tanto meno candidarci per le elezioni, strada sbarrata per i concorsi, permessi da rinnovare, soggetti “trasparenti” in lotta continua con la burocrazia”.
Su quali appoggi pensate di poter contare?
Siamo già a buon punto, grazie all’ adesione a un “Comitato di coordinamento nazionale nuove generazioni Italiane” (CONNGI) comprendente ben 31 associazioni provinciali con 4200 aderenti sotto i 30 anni per un totale di oltre 30 lingue di 42 Paesi diversi”.Grazie al riconoscimento diretto o indiretto dei Ministeri della P.I., dello Sviluppo economico e degli Esteri, il Conngi ha assunto da poco una veste giuridica come Associazione di Promozione sociale (APS). Insomma i “2G” stanno diventando un movimento globale, come i G7,G12, G20, ma con tutt’altri obiettivi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il consiglio ha poi designato all’unanimità la “peruvian bolzanina” Sharoom Cristhell Torres Carbajal, una 24enne con un’«anagrafe» un po’ complessa, studentessa di giurisprudenza, che racconta della sua esperienza di giovane immigrata, iniziata all’età di 11 anni per lo più fra scuola e università.
Quali sono i vostri obiettivi e i primi risultati?
Il primo obiettivo è ovviamente quello di favorire l’integrazione e promuovere l’inserimento dei «2G», in più, anche elaborare e divulgare informazioni di contenuto socio-culturale incentrate sull’ interculturalità.
Com’è riuscita a raccogliere attorno a sé il primo nucleo operativo?
Grazie alle amicizie allacciate fra scuola superiore e università: un ambiente particolarmente accogliente l’ho trovato nei due anni finali al liceo scientifico-tecnologico “ Galilei” mentre nella facoltà di Giurisprudenza di Verona mi sono trovata fianco a fianco con una schiera di amiche e amici figli d’immigrati.
E prima del Galilei?
«Al terzo anno ho abbandonato lo scientifico Torricelli dove ho trovato un’accoglienza piuttosto fredda, come del resto alle medie: gelosie e tendenza ad emarginarmi da parte delle femmine, approcci da bulletto dei maschi, così mi sono “inchiodata”. Superata la crisi grazie al nuovo ambiente, sono ripartita grazie a una cerchia di compagne con “back-ground migratorio” molto motivate nella lotta per le prime conquiste “civili”.
In sostanza per lo “Ius soli” di cui tanto si discute a livello politico…
Certo, contiamo molto su questa legge sperando che esca quanto prima. Se si mettessero nei nostri panni quanti frenano o si oppongono, forse capirebbero le difficile situazione in cui ci dibattiamo nella vita di tutti i giorni, pur sentendoci in tutto e per tutto italiane e l’italiano come prima lingua d’uso in assoluto. Sta di fatto che non possiamo votare, tanto meno candidarci per le elezioni, strada sbarrata per i concorsi, permessi da rinnovare, soggetti “trasparenti” in lotta continua con la burocrazia”.
Su quali appoggi pensate di poter contare?
Siamo già a buon punto, grazie all’ adesione a un “Comitato di coordinamento nazionale nuove generazioni Italiane” (CONNGI) comprendente ben 31 associazioni provinciali con 4200 aderenti sotto i 30 anni per un totale di oltre 30 lingue di 42 Paesi diversi”.Grazie al riconoscimento diretto o indiretto dei Ministeri della P.I., dello Sviluppo economico e degli Esteri, il Conngi ha assunto da poco una veste giuridica come Associazione di Promozione sociale (APS). Insomma i “2G” stanno diventando un movimento globale, come i G7,G12, G20, ma con tutt’altri obiettivi.
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