BOLZANO. «Voglio dargli la possibilità di coronare il suo sogno: per questo l’ho assunto part-time». Josef Unterholzner, titolare della Autotest, azienda specializzata nella produzione di componenti per le macchine, con quasi 300 dipendenti distribuiti tra Lana, Fortezza, Bratislava, Eisenach, dal 1ºagosto ha assunto, presso la casa madre di Lana, Ivan Tratter, 22 anni di San Genesio.

Il sogno di cui parla Unterholzner è quello di partecipare alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro in programma nel 2016. «Così - dice soddisfatto Ivan - posso lavorare in ufficio e continuare ad allenarmi sui campi di Lana assieme ad Alex Daltrotto».

Nel ranking è al 154esimo posto, però c’è molto da fare per scalare la classifica e staccare il biglietto per il Brasile.

Dopo l’incidente che lo ha condannato su una sedia a rotelle, il tennis gli ha fatto riscoprire passione e entusiasmo. Sono passati tre anni da quel 15 gennaio quando, una serata passata con gli amici nella zona sciistica di San Martino in Val Sarentina, si è trasformata in un incubo. «Era stato bello: in baita ci eravamo divertiti - ricorda Ivan -. Poi, quando ormai era buio, siamo scesi a valle. Non avendo la slitta, io ed un mio amico abbiamo fatto una follia: abbiamo usato uno dei materassi che vengono messi nei punti più pericolosi delle piste, per evitare conseguenze gravi in caso di cadute. In un attimo il materasso ha preso velocità, non siamo riusciti più a controllarlo e siamo stati catapultati in aria. Il mio amico è stato più fortunato: è finito in mezzo alla neve e non si fatto nulla, io sono stato scaraventato contro un albero. D’allora la mia vita ha cambiato corso».

Ed è cominciata un’altra storia: al ricovero in ospedale a Bolzano è seguito un lungo periodo di riabilitazione in un centro specializzato in Austria. Quindi, il ritorno a casa, a San Genesio. È lì che Ivan ha dovuto fare i conti con la realtà: passare il resto dei suoi giorni inchiodato su una sedia. Un destino il suo che gli impedisce di muoversi liberamente, ma non di sognare.

L’incontro con l’Associazione sportiva disabili, che conta un centinaio di iscritti, è stato decisivo nel cammino di ritorno ad una vita piena, di nuovo ricca di emozioni.

L’associazione ha sei sezioni: sci alpino, fondo, tennis, hockey, bici e sitbal. Ivan ha puntato sul tennis, perché giocava anche prima dell’incidente. All’inizio è stata l’occasione per socializzare, poi un’occasione di rivincita.

«È bravo, sta crescendo notevolmente - dice Martin Mair, responsabile del settore tennis dell’associazione - ma per andare a Rio ci sono una serie di tornei da fare in Italia e in Europa. Deve ottenere un determinato punteggio per aspirare ad uno dei due posti che l’Italia avrà a disposizione».

Adesso bisogna intensificare gli allenamenti, sostenere i costi di trasferte e iscrizioni ai tornei. L’associazione calcola che servano circa 30 mila euro. Il lavoro all’Autotest sarà sicuramente un importante aiuto per cercare di centrare l’obiettivo. E se così non fosse, sarà comunque stato importante crederci e provarci.