MERANO. Nulla è cambiato. Nonostante qualche provvedimento - evidentemente troppo blando -, malgrado gli interventi delle forze dell'ordine, e a dispetto delle dichiarazioni d'intenti, le notti dei fine settimana di via Armonia e via Matteotti rimangono insonni. E la faccenda ormai si è espansa a macchia d'olio nelle strade limitrofe, da via Magazzini a via Roma, da via Brenner a via Tennis. Ciclicamente i bollenti spiriti di gruppi di giovani sfociano in nottate di schiamazzi, gesti di vandalismo, riprovevoli eredità dell'abuso di alcol la mattina dopo.

E a Maia Bassa torna a montare la protesta: ieri pomeriggio sono comparsi alle finestre una ventina di lenzuoli con messaggi di denuncia, molti dei quali dalla graffiante ironia. Come “Günther dorme, noi no”: una stilettata al sindaco Januth per sventolare la fiacchezza dell'amministrazione comunale nell'affrontare il problema «che sta esasperando tantissimi residenti», sottolinea Valentino Brocca, presidente del comitato di quartiere Maia/Mais.

Il comitato ripetutamente si è fatto carico di bussare alle porte di istituzioni e organi competenti. «In risposta – sostiene Brocca – abbiamo ricevuto tante promesse, una buona dose di garanzie, ma alla resa dei conti la situazione non è cambiata di una virgola e si trascina ormai da quattro anni. Non vogliamo imputare nulla alle forze dell'ordine: ogni volta che richiediamo il loro intervento rispondono prontamente. Purtroppo però di risultati concreti non se ne vedono».

Il quartiere si aspetta disposizioni amministrative veramente incisive, che possono avere reale efficacia. «Ci siamo documentati – continua Brocca – e in alcuni Comuni si è riusciti anche a disporre la chiusura di locali. Comprendiamo che tutti debbano avere la possibilità di lavorare, ma ciò non può pesare così pesantemente sul diritto alla quiete di tante persone».

Il riferimento è al Pub One, il locale che nei fine settimana calamita giovani (e giovanissimi) a frotte, divenuto anche “campo base” per gli spostamenti notturni degli shuttle- bus. Pub One che nel 2011 era stato oggetto di una chiusura temporanea disposta dal questore per ragioni di ordine pubblico.

Da parte sua, il Comune qualche cosa ha provato a fare. Per esempio l'installazione di una telecamera di sorveglianza all'incrocio fra via Matteotti e via Armonia. Qualcuno ne mette in dubbio il funzionamento ma, operativa o meno, la sua presenza si è rivelata inutile e la deterrenza inesistente.

Nel giugno dell'anno scorso il sindaco Januth aveva voluto sincerarsi personalmente dello stato delle cose. Successivamente aveva inviato al comitato di quartiere una relazione elencando alcuni provvedimenti, come l'installazione di punti luce, la verifica circa la possibilità di intervenire sulla licenza del negozio di alimentari all'angolo via Mattotti-via Piave (dove i giovani si riforniscono di alcolici fino a tarda ora), la promessa di sedersi altre volte attorno a un tavolo per affrontare la questione.

«Dopo otto mesi – conclude Brocca – niente di quanto promesso è stato messo in atto». E così adesso, dalle finestre e dai balconi dei residenti sconsolati, sventolano lenzuola.

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