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MERANO. Dalla sua decisione di abbandonare la politica dopo dieci anni da sindaco e altri tredici da Obmann della Svp meranese, sono passati ormai sei mesi.
Günther Januth però non ha cambiato idea. "Più si avvicina il giorno del passaggio di consegne al nuovo sindaco – sostiene il sindaco meranese uscente – e più mi ripeto di aver fatto la scelta giusta. Per questo incarico ci vuole soprattutto pazienza, una virtù che richiede la democrazia. Tanta pazienza, che sinceramente ora non ho più".
Günther Januth si volta indietro e guarda il percorso che ha compiuto negli ultimi dieci anni: "Qualcuno sostiene che con la mia squadra ho realizzato poco. Chi dice questo ha forse bisogno di un paio di occhiali. A guardare l'elenco delle cose realizzate mi vengono i brividi".
Due sono le preoccupazioni che il primo cittadino porta con sé per il futuro. "È fondamentale che il nuovo sindaco – spiega Januth – stia attento a non isolare la città dal resto del contesto provinciale e comprensoriale. In questi anni ho lavorato molto per ricucire con la Provincia e gestire i problemi sovracomunali con il Burgraviato. L’isolamento sarebbe un guaio per Merano".
La seconda preoccupazione di Januth è quella legata alla convivenza. "Merano vive – ricorda il primo cittadino - una straordinaria situazione di equilibrio tra i gruppi linguistici che deve continuare ad essere vista come un enorme patrimonio da difendere. Italiani e tedeschi devono continuare a collaborare e vivere assieme. La nostra giunta è stata un esempio di questa convivenza, nonostante qualcuno abbia pensato che l'alleanza Svp-destra italiana avrebbe provocato danni".
Due sono i rammarichi che Januth porterà con sé in futuro. "Il primo riguarda – illustra il sindaco - il rapporto e la funzione del consiglio comunale. Mi sarei aspettato più collaborazione, più disponibilità nell’affrontare gli argomenti. In alcuni casi mi sono sentito isolato. Quell'organismo si è invece trasformato in una tribuna politica inconcludente, un generatore di polemiche a fondo perduto".
E l'altro rammarico? "Di non essermi speso abbastanza per ripetere anche in città i risultati ottenuti con le piste ciclabili nel Burgraviato".
Dopo dieci anni intensi di attività senza mai prendere un respiro, dal 25 maggio Günther Januth sarà un cittadino come tutti gli altri, un marito e un nonno. "Avrò il tempo di fare – commenta sorridendo il sindaco - tutto quello che non ho potuto fare fino a oggi. Mi dedicherò alla famiglia, agli affetti, al giardinaggio e alle gite in bicicletta. Mia moglie mi ha già avvisato: non si accontenterà più solo che sparecchi la tavola. Dovrò quanto meno lavare anche i piatti".
Ma cosa è riuscito a realizzare Günther Januth in questi dieci anni? Per raccontarlo ha portato con sé una borsa piena di carte, di documenti, che però non guarda neppure. "Vogliamo partire dal debito? Negli ultimi 5 anni abbiamo ridotto di venti milioni l'indebitamento del Comune e quindi dei cittadini, abbiamo garantito 30 milioni di investimenti all'anno e abbiamo congelato e in parte ridotto la spesa corrente. Il nostro ufficio tecnico impiega per un appalto metà del tempo che occorre alla centrale unica provinciale".
Tra i temi cari a Januth ci sono poi la circonvallazione Mebo-Passiria, il primo lotto completato, il secondo in arrivo, la creazione della consulta urbanistica comunale, il piano di tutela degli insiemi, il piano turistico, le zone di pericolo. "In 5 anni abbiamo fatto – snocciola i dati Januth - 4 piani di recupero e creato lavoro per le imprese edili. In dieci anni siamo arrivati a realizzare il settimo lotto del teleriscaldamento, 40 chilometri di tubature sotto le strade, il 20% delle famiglie sono servite, con ripercussioni importanti contro l'inquinamento. Mi ricordo ancora quando un 24 dicembre fui a un passo dal firmare l'ordinanza per il blocco del traffico a causa delle polveri sottili".
In tema sport, Januth annovera il rilancio di Merano 2000 con i notevoli investimenti sulla funivia e il coinvolgimento di Scena, Tirolo e Avelengo, il Combi, il lido, i parchi giochi Maria Trost e Wolf. E poi l'ippodromo, ristrutturato e aperto ai cittadini.
E poi, continua l’elenco il sindaco uscente, ci sono lo spostamento del mercato, la caserma di protezione civile, la soluzione per l'area ex gas bonificata, la fusione Sel-Aew, il progetto Martinsbrunn per gli anziani, gli alloggi di via Toti sulla rampa di lancio, il progetto Eucarestini, l'edilizia agevolata in via I Maggio, una soluzione definitiva per l'area ex Bosin, le nuove condotte per le sorgenti Frigele, il progetto di divisione delle acque piovane dalle fognature tra via Verdi e stazione, il rifacimento di via Dante, via Cassa risparmio, piazza Rena, piazza Fontana e ora via Matteotti, la scuola Schweitzer e musicale, la scuola di Sinigo in arrivo e il progetto San Nicolò di via Verdi, 7 nuove sezioni di scuola materna, i terreni dei padri di Stams a Maia Bassa, il masterplan, il museo a palazzo Mamming, il risanamento del centro Kimm.
La lista secondo Januth sarebbe ancora lunga, ma in fondo, il primo cittadino non ha più nulla da dimostrare a nessuno. "Anche i più scettici nei miei confronti – conclude Januth – si renderanno conto che in questi dieci anni trascorsi in Comune di cose ne sono successe moltissime".
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