MERANO. «Ora i nodi vengono al pettine e quando, un anno fa, lanciavamo l'allarme, siamo stati lasciati soli. Quelle di Bolzano e Laives ora sono lacrime di coccodrillo». Günther Januth e Nerio Zaccaria, sindaco e assessore al bilancio del Comune di Merano, guardano con preoccupazione ai conti municipali dei prossimi quattro anni. Il piano di tagli della finanza locale introdotto con l'abbandono del sistema del finanziamento procapite e l'introduzione della nuova forma di ripartizione dei quattrini provinciali ai Comuni, penalizza in particolare Merano, ma anche Bolzano e Laives. «Mesi fa ci era stato detto - sostengono Januth e Zaccaria - che alla prova dei fatti sarebbe stato possibile introdurre dei correttivi alla normativa. I fatti ci sono eccome, da di revisioni del sistema di finanziamento non se ne vedono ancora». Traducendo in cifre le preoccupazioni del primo cittadino e dell'assessore al bilancio significa che l'amministrazione comunale di Merano già per quest'anno dovrà far fronte a un calo dei finanziamenti provinciali di 1,1 milioni di euro, mentre per l'anno prossimo il taglio sarà di 1,2 milioni. Poi arriveranno ulteriori sforbiciate da 1,2 milioni per ciascuno degli anni fino al 2016.

«Vorrei ricordare - aggiunge Zaccaria - che quest'anno non dobbiamo fare i conti solo con le minori entrate previste dalla legge sostenuta dal consorzio dei Comuni, ma anche con i 460 mila euro di mancati introiti su addizionale Irap e addizionale energia. Iniziamo a sentire che anche Bolzano e Laives stanno alzando la voce, ma se ci avessero ascoltato quando era il momento di opporsi a quella legge e al sistema di ripartizione dei finanziamenti, non saremmo arrivati a questo punto. In sede di votazione, il sindaco Januth è stato lasciato solo a schierarsi per il no». Di fronte a queste preoccupazioni si spiega anche la scelta di fare la voce grossa con l'Ipes, pretendendo di incassare sugli oltre mille appartamenti l'aliquota dei proprietari di abitazioni concesse in affitto.

«Da una parte dovremo risparmiare - conclude Januth - partendo delle spese del personale, con riduzioni dei costi dell'1% all'annno (200 mila euro che equivalgono a 5 posti di lavoro), dall'altra i tempi per gli investimenti al museo, al lido, per le scuole e per gli alloggi protetti per anziani, si allungheranno. E i sacrifici toccheranno anche le società partecipate».

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