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BOLZANO. «Il nostro è un settore che offre grosse possibilità, molti giovani però non lo sanno. Per questo voglio lavorare a livello d’immagine e di motivazione». Jasmin Fischnaller, 22 anni brissinese, tappezziera e arredatrice di interni è la nuova presidente dei giovani artigiani dell’Apa: una che ha le idee chiare.
«Purtroppo, nell’immaginario collettivo troppo spesso quello dell’artigiano è considerato un lavoro di serie B, al quale si approda quasi come ripiego. Va fatta un’operazione di tipo culturale: deve passare l’idea che quello dell’artigiano è invece un lavoro creativo che in qualche modo assomiglia all’opera dell’artista. Perché ogni prodotto è unico. Con queste premesse diventerà automatico essere orgogliosi di fare questo mestiere».
Lei quando ha deciso che avrebbe lavorato in questo campo?
«Un’estate ho fatto un tirocinio nella ditta dei miei specializzata nella tappezzeria e in arredi per interni. Lavoriamo in particolare con gli alberghi. L’esperienza mi è piaciuta e ho deciso che quella era la mia strada».
Ha seguito dei corsi?
«Sono andata ad Innsbruck dove c’è una scuola ad hoc e ho fatto tre anni di apprendistato. Anni fa corsi simili c’erano anche da noi, ma poi li hanno eliminati per mancanza di iscritti. È un peccato, perché questo è un settore molto creativo. Si lavora con gli architetti, si scelgono i tessuti e alla fine si vedono i risultati».
L’ultimo lavoro?
«Sono appena rientrata dalla Germania, dove abbiamo rifatto tende, cuscini, divani di trenta stanze di un albergo».
All’estero cosa apprezzano in particolare del lavoro di un’azienda italiana?
«La qualità, la cura del dettaglio, il gusto. Oltre al fatto che noi lavoriamo di più».
In che senso scusi?
«Noi lavoravamo fino alle dieci di sera, mentre in Germania alle 17 smettono tutti e dal venerdì a mezzogiorno non si trova più nessuno».
Secondo lei per una donna oggi è più difficile far carriera rispetto ad un collega maschio?
«No. Sono convinta che se una vale non abbia alcun problema».
Nella consulta giovani dell’Apa quante sono le donne?
«Siamo in tre su quattordici. Oltre a me, c’è una ragazza che lavora come falegname e una come fabbro. Sono convinta che assieme possiamo fare belle cose. Come vede anche i maschi alla fine hanno votato per una donna».
In un momento di crisi come questo che colpisce anche il vostro settore e soprattutto in prospettiva, ritiene che l’artigianato offra ancora sbocchi occupazionali?
«Ne sono certa e i giovani devono saperlo. Le tecnologie non si potranno mai sostituire al lavoro artigianale».
L’assessore Stocker, presentando il progetto Garanzia giovani, ha invitato i ragazzi a non aspettarsi di trovare il lavoro sotto casa o quello che si sognava, ma di accettare tutto e in particolare di andare a fare esperienze nel resto d’Italia o all’estero.
«Condivido in pieno. È fondamentale muoversi, andare a fare esperienze in altri posti».
Quante ore lavora al giorno?
«Tante».
E per ricaricare le batterie cosa fa?
«Sono una grande appassionata di sport: sci in inverno e windsurf in estate».
Prossime vacanze?
«Adesso in Sardegna».


