BOLZANO. A marzo l'Ipes svelerà il nome del gruppo vincitore del bando per la progettazione di 53 alloggi al posto dell'ex scuola professionale “Josefsheim” di via Castel Flavon. Nell'estate 2018, infatti, è previsto l'inizio dei lavori dopo la demolizione. «Siamo perfettamente in linea con il timing fissato dalla Provincia» dichiara la segreteria di direzione dell'Istituto. In realtà si tratta di passaggi che sono puntuali solo rispetto alle ultime scadenze fissate dall'amministrazione. Proprio negli uffici della ripartizione edilizia e servizio tecnico della stessa Provincia, per esempio, giace un progetto di riqualificazione datato 2008 con scadenza nel 2010. Per un convitto e non per un complesso residenziale. In dieci anni è cambiata la destinazione d'uso e si sono dilatati i tempi. L'Istituto, in ogni caso, sceglierà con una commissione di valutazione tra i 12 gruppi che si sono presentati. Al termine sarà la stessa Ipes ad ufficializzare il progetto. La tempistica della Provincia, in realtà, si scontra con quella dei residenti che lamentano una situazione particolarmente difficile per le tante persone che trovano rifugio all'ex Josefsheim. Bisognerà aspettare fino all'estate del 2018, però, per vedere la prima ruspa. Secondo gli uffici di via Milano non è possibile procedere prima alla demolizione e poi, in un secondo momento, al lavoro di ricostruzione. Tecnicamente sarebbe anche fattibile ma lo scorporo dei due lavori comporterebbe un aumento sensibile dei costi di urbanizzazione. Accorparli in un unico bando significa risparmiare circa 500.000 euro di soldi pubblici. I costi di urbanizzazione, però, sono determinati dal Comune e se l'amministrazione cittadina decidesse di rinunciare a quel pagamento l'Ipes sarebbe pronta a procedere in tempi separati. In ogni caso lo Josefsheim rimane monitorato dalle forze dell’ordine e dai fiduciari. (a.c.)

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