SETTEQUERCE. «Che a Settequerce ci sia un'aria speciale?». Vedendo i risultati di quelle ragazze il dubbio ad Hans Pircher, allenatore di atletica, è venuto. È sì perché in quel pugno di case strette nella campagna tra Bolzano e Terlano abitano tre campionesse. Julia Calliari, 14 anni, a Jesolo ha conquistato solo pochi giorni fa il titolo tricolore cadetti sugli 80 piani in 10.22: la seconda, la piemontese Chiara Rollini, ha chiuso in 10.31.

Di fronte a casa Calliari vive Marion Kastl, 18 anni a novembre, che ha vinto l'oro ai campionati nazionali juniores sui 100 ostacoli disputati all'inizio dell'estate a Bressanone. Ma anche la piccola di casa Calliari, Lhea, 12 anni, va forte nella corsa ad ostacoli e si è classificata seconda ai campionati provinciali ragazze (primo anno) di Laces.

BABY SPRINTER. Ad accomunare le tre campionesse in erba è la passione per l'atletica, disciplina che in Italia sta vivendo un periodo difficile. I motivi, come sempre, sono più d'uno, ma sicuramente, almeno nella fase iniziale, dipende molto dall'insegnante di educazione fisica che uno incontra sulla propria strada: se fa il lavoro con passione si accorge immediatamente se il ragazzino o la ragazzina sono dotati e quindi vale la pena investire.

Julia, Lhea e Marion sono state fortunate: hanno trovato l'insegnante che ha capito di aver davanti un potenziale da valorizzare. Altro particolare non trascurabile: sia la famiglia Calliari che la famiglia Kastl sono molto sportive, quindi non c'è stato bisogno di convincerle. «Un giorno - racconta Franco Calliari, vigile urbano a Merano, con la passione per maratona, mezza maratona, bici da corsa - il professore mi ha chiamato e mi ha detto che mia figlia, sugli 80 metri, aveva tempi da maschi».

È così che Julia, iscritta al primo anno del liceo classico Walther von der Vogelweide, ha cominciato ad allenarsi al campo Coni di via Santa Gertrude. Il suo allenatore Hans Pircher è entusiasta: «È una promessa dell'atletica: va bene sia a scuola che nello sport. Se continua così, arriveranno altri risultati importanti». La studentessa è bella carica dopo la vittoria di Jesolo: «Sinceramente non mi aspettavo di vincere il titolo italiano anche perché il mio personale sugli 80 metri è 10.06, lì ho corso in 10.22. È stata un'emozione grandissima». Attualmente la sprinter di Settequerce si allena tre volte alla settimana, poi il sabato e la domenica ci sono le gare.

«L'estate ovviamente è tutto più semplice, comunque per ora che sono al primo anno di liceo riesco a gestire allenamenti, compiti, interrogazioni». Il segreto? Julia parla da piccola manager di se stessa: «Devi saperti organizzare. Se vuoi fare tutto bene, non puoi permetterti di sprecare il tuo tempo. Per me è più semplice, perché le ragazze e i ragazzi con cui mi alleno sono anche miei amici».

LA PEPERINA. Anche a Lhea, due anni in meno di Julia, la grinta non manca. Ha cominciato a fare sport seguendo le orme della sorella e anche nel suo caso l'insegnante di ginnastica ha visto in lei il dna dell'atleta. Magra, fisico slanciato: Lhea è un peperino che alla velocità unisce l'agilità del salto. Ha provato la corsa ad ostacoli e tra la ragazzina, che fa la seconda media ai Francescani, e questa specialità è stato subito feeling. Nei campionati provinciali di Laces si è classificata al secondo posto nella categoria ragazze.

LA CAMPIONESSA. Lhea vorrebbe diventare come Marion Kastl, la sua vicina di casa che a Bressanone ha vinto il titolo italiano juniores nei 100 metri ostacoli. «Marion - dice il suo allenatore Karl Schöpf - va forte: a livello italiano è la numero uno. Certo, se si allenasse di più, potrebbe migliorare ulteriormente». Quante volte in questi anni si è sentita ripetere di aumentare il numero delle sedute di allenamento: per una ai suoi livelli ne servirebbero almeno quattro alla settimana, lei non va oltre le tre.

«I risultati sono importanti, ma faccio questa disciplina innanzitutto perché mi piace. Mi dà un'enorme soddisfazione. Anche se mi rendo conto, quando ci sono le gare, che le mie avversarie si allenano molto più di me. Finora mi è andata bene: massimo rendimento con il minimo sforzo». In realtà lo «sforzo» c'è eccome, perché anche per Marion alle fatiche scolastiche - frequenta l'ultimo anno della scuola delle professioni sociali a Merano - si aggiungono gli allenamenti a Lana. Il prossimo anno vorrebbe iscriversi a Fisioterapia alla Claudiana. «Non sarà facile perché bisogna superare un test di ammissione: ci sono una decina di posti». Per le sorelle Calliari il tempo delle scelte è ancora lontano, però hanno entrambe le idee chiare sul futuro: Julia vorrebbe diventare architetto, Lhea è in dubbio tra Medicina e Veterinaria.

LE STRUTTURE. Per l'atletica inizia il periodo di «riposo»: gli allenamenti continuano in palestra. «Purtroppo - dice papà Calliari - in Alto Adige non c'è una pista al coperto e questo condiziona molto gli atlei. Le cose non vanno meglio neppure per quanto riguarda gli impianti all'aperto. A Bolzano è tutto concentrato al campo Coni, all'uscita della galleria del Virgolo, il posto più inquinato della città».