LOVER. L'orsa Jurka - ignara della condanna alla prigionia che sta per essere pronunciata nei suoi confronti - ha colpito ancora con due notti di scorribanda nell'abitato di Lover, frazione di Campodenno che confina con i boschi del Gruppo Brenta, in Val di Non. A lasciarci le penne (letteralmente) sono state sei galline, tre arnie di api e un pollaio sfondato che sarebbe anche stato svuotato se un pavone, disperato, non avesse attirato l'attenzione del proprietario, Mauro Brugnoli: «Si è affacciato alla finestra e ha visto l'orso in piedi intento a scardinare la porta, il rumore e la luce accesa hanno disturbato e il plantigrado si allontanato di corsa nel buio della notte sotto un diluvio di pioggia» racconta Gabriele Zanotti, falegname.
Il suo alveare, quasi al centro del paese, è stato visitato la prima notte dall'orso, che si è limitato a sfasciare un'arnia lasciando stare le altre, forse risparmiate per un'altra volta. La notte successiva (tra martedì e mercoledì) l'orso ha invece preso di mira le api di un vicino, Luigi Biada, sfasciando due arnie. Nessun dubbio che si tratti di Jurka, la mamma orsa che ormai staziona stabilmente sul versante noneso del Brenta settentrionale. «Martedì sera verso mezzanotte, rientrando a casa, ho fatto un giro in macchina in una strada periferica e ho visto in fila i due orsacchiotti che camminavano, mi sono fermato pensando di vedere anche la madre, ma anche gli orsacchiotti sono spariti e della madre nessuna traccia», racconta Gabriele Zanotti.
La seconda notte i danni maggiori li ha subiti Rodolfo Antonioli, la cui casa è a valle della provinciale, con attiguo un pollaio racchiuso da una porticina con rete metallica. Ma la protezione non è stata sufficiente e le sette galline che vi dormivano sono tutte "sparite": sul terreno è rimasta solo una grande quantità di piume. A trovare i resti è stato un cacciatore che abita nei pressi, Franco Bortolamedi: «Ci sono decine di persone addette agli orsi, credo che con gli strumenti disponibili non dovrebbero esserci difficoltà a controllarne i movimenti».
Resti di galline anche molto più in alto, nel podere di Rino Turrini, e qui l'orso avrebbe anche spaccato a metà un melo, non si capisce a quale scopo. Per il cacciatore Bortolamedi la visita di Jurka a Lover non è una sorpresa: «Due anni fa l'ho incontrata in una valletta sopra il paese, avevo il fucile ma avrei preferito in quel momento avere in mano la cinepresa per documentare il bellissimo spettacolo di due orsacchiotti che giocavano abbracciandosi». L'orso una volta scendeva solo in autunno a fare scorta di mele mature, ma erano gli orsi autoctoni del Brenta, più tranquilli. Ed erano pochi, come erano pochissimi, coloro che potevano vantare un incontro ravvicinato.
Il suo alveare, quasi al centro del paese, è stato visitato la prima notte dall'orso, che si è limitato a sfasciare un'arnia lasciando stare le altre, forse risparmiate per un'altra volta. La notte successiva (tra martedì e mercoledì) l'orso ha invece preso di mira le api di un vicino, Luigi Biada, sfasciando due arnie. Nessun dubbio che si tratti di Jurka, la mamma orsa che ormai staziona stabilmente sul versante noneso del Brenta settentrionale. «Martedì sera verso mezzanotte, rientrando a casa, ho fatto un giro in macchina in una strada periferica e ho visto in fila i due orsacchiotti che camminavano, mi sono fermato pensando di vedere anche la madre, ma anche gli orsacchiotti sono spariti e della madre nessuna traccia», racconta Gabriele Zanotti.
La seconda notte i danni maggiori li ha subiti Rodolfo Antonioli, la cui casa è a valle della provinciale, con attiguo un pollaio racchiuso da una porticina con rete metallica. Ma la protezione non è stata sufficiente e le sette galline che vi dormivano sono tutte "sparite": sul terreno è rimasta solo una grande quantità di piume. A trovare i resti è stato un cacciatore che abita nei pressi, Franco Bortolamedi: «Ci sono decine di persone addette agli orsi, credo che con gli strumenti disponibili non dovrebbero esserci difficoltà a controllarne i movimenti».
Resti di galline anche molto più in alto, nel podere di Rino Turrini, e qui l'orso avrebbe anche spaccato a metà un melo, non si capisce a quale scopo. Per il cacciatore Bortolamedi la visita di Jurka a Lover non è una sorpresa: «Due anni fa l'ho incontrata in una valletta sopra il paese, avevo il fucile ma avrei preferito in quel momento avere in mano la cinepresa per documentare il bellissimo spettacolo di due orsacchiotti che giocavano abbracciandosi». L'orso una volta scendeva solo in autunno a fare scorta di mele mature, ma erano gli orsi autoctoni del Brenta, più tranquilli. Ed erano pochi, come erano pochissimi, coloro che potevano vantare un incontro ravvicinato.

