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MERANO. Quattro minuti e 56 secondi. È la durata dell'applauso riservato dal congresso a Luis Durnwalder. Ed un po' di emozione non è mancata sul viso del Landeshauptmann, con una lacrima che ha fatto capolino sul suo viso, invero ieri piuttosto rilassato. Come se la decisione presa e ribadita nuovamente di non ricandidarsi alle prossime elezioni provinciali del 2013, lo abbia reso più sereno, sopra le parti. Ad ascoltare umori - che già conosce come nessuno altro nel suo partito - e novità uscite dall'assise del Kursaal.
E che cambiamenti, se dopo decenni il prossimo candidato di punta e verosimilmente presidente della Provincia verrà scelto dalla Stella alpina attraverso le primarie tra gli iscritti. «Non sono contrario a priori ed accetto naturalmente le decisioni del partito. Dico soltanto che per fare il candidato alla presidenza della giunta non basta il bell'aspetto e la simpatia: deve essere capace anche di portare avanti trattative non sempre facili, con Roma, piuttosto che con Vienna o Bruxelles», così Kaiser Luis. Che ruolo si ritaglia per il futuro?
«Sono a disposizione del partito, per contraccambiare quanto ho ricevuto in questi anni dalla Svp», risponde Durnwalder. Da giurare che sarà ancora ascoltato, come si è dimostrato anche a Merano, tra ovazioni e richieste esplicite di restare al timone di Palazzo Widmann, pure negli interventi in merito alla discussione sul sì o no alle primarie. Parole che esulavano dal tema, ma chiaro sintomo che a molti la permanenza di Luis non dispiacerebbe. Invero all'assemblea del partito di raccolta l'aria che tira è quella di mettere a posto un po' di questioni. Si cercano novità e si abbandonano fasti del recente passato, vedi i congressi ad alta tecnologia. Si vota per le primarie e vincono i favorevoli con 563 voti contro 312.
I presenti in sala alle 17.30 del pomeriggio non sono più i 1240 del mattino: quelli che hanno votato con maggioranza bulgara (95,3%) per la riconferma di Richard Theiner alla presidenza. Ma per il coinvolgimento della base si esprime comunque la maggioranza dei delegati. Ovvero, quanti vogliono sottrarre la scelta sul prossimo presidente della Provincia proprio a se stessi, visto che l'alternativa alle primarie era la decisione sul Landeshauptmann da parte dell'assemblea. Quanto basta per affermare che il voto è stato sincero e sopra gli interessi di bottega.
I funzionari-delegati hanno fatto vincere quanto indicato dalla base: il prossimo Durnwalder lo sceglieranno gli iscritti non gli intrighi di palazzo. Nei mesi a venire si stabiliranno le regole per le primarie. A favore di queste ultime il movimento femminile con Renate Gebhard, i giovani come Manuel Raffin e Lorenz Mayr, ma anche marpioni come l'Obmann della Bassa Atesina, Oswald Schiefer o il venostano Robert Kaserer. Passando per Arnold Schuler e Dieter Steger. Ci provano Thomas Widmann e Klaus Ladinser a invertire la tendenza, chiara già nel corso della giornata. Ma invano.
Da notare che alla vicepresidenza lo stesso Widmann verrà eletto, ma con meno voti rispetto a Martha Stocker (452 a 620). Carte mischiate e corsa per il nuovo governatore che riprenderà su nuove basi. Gli aspiranti restano gli stessi: da Siegfried Brugger a Richard Theiner, da Hans Berger a Herbert Dorfmann, per finire a Arno Kompatscher e Konrad Bergmeister. Tutti in religioso silenzio in sala rispetto al tema delle primarie. Compreso Karl Zeller.
Nessuno vuole bruciarsi o bruciare candidature. Si riparte da zero, con la forza della periferia e degli agricoltori. Da non dimenticare che ieri si è deciso anche di dare più potere ai circondari - eleggeranno i due terzi dei candidati alle provinciali - e all'Obmann che deciderà da solo gli ultimi 9 posti in lista. La speranza di chi ha fortemente voluto le primarie? Invertire la rotta, spezzare vecchi equilibri e raccogliere nuovi consensi.
E che cambiamenti, se dopo decenni il prossimo candidato di punta e verosimilmente presidente della Provincia verrà scelto dalla Stella alpina attraverso le primarie tra gli iscritti. «Non sono contrario a priori ed accetto naturalmente le decisioni del partito. Dico soltanto che per fare il candidato alla presidenza della giunta non basta il bell'aspetto e la simpatia: deve essere capace anche di portare avanti trattative non sempre facili, con Roma, piuttosto che con Vienna o Bruxelles», così Kaiser Luis. Che ruolo si ritaglia per il futuro?
«Sono a disposizione del partito, per contraccambiare quanto ho ricevuto in questi anni dalla Svp», risponde Durnwalder. Da giurare che sarà ancora ascoltato, come si è dimostrato anche a Merano, tra ovazioni e richieste esplicite di restare al timone di Palazzo Widmann, pure negli interventi in merito alla discussione sul sì o no alle primarie. Parole che esulavano dal tema, ma chiaro sintomo che a molti la permanenza di Luis non dispiacerebbe. Invero all'assemblea del partito di raccolta l'aria che tira è quella di mettere a posto un po' di questioni. Si cercano novità e si abbandonano fasti del recente passato, vedi i congressi ad alta tecnologia. Si vota per le primarie e vincono i favorevoli con 563 voti contro 312.
I presenti in sala alle 17.30 del pomeriggio non sono più i 1240 del mattino: quelli che hanno votato con maggioranza bulgara (95,3%) per la riconferma di Richard Theiner alla presidenza. Ma per il coinvolgimento della base si esprime comunque la maggioranza dei delegati. Ovvero, quanti vogliono sottrarre la scelta sul prossimo presidente della Provincia proprio a se stessi, visto che l'alternativa alle primarie era la decisione sul Landeshauptmann da parte dell'assemblea. Quanto basta per affermare che il voto è stato sincero e sopra gli interessi di bottega.
I funzionari-delegati hanno fatto vincere quanto indicato dalla base: il prossimo Durnwalder lo sceglieranno gli iscritti non gli intrighi di palazzo. Nei mesi a venire si stabiliranno le regole per le primarie. A favore di queste ultime il movimento femminile con Renate Gebhard, i giovani come Manuel Raffin e Lorenz Mayr, ma anche marpioni come l'Obmann della Bassa Atesina, Oswald Schiefer o il venostano Robert Kaserer. Passando per Arnold Schuler e Dieter Steger. Ci provano Thomas Widmann e Klaus Ladinser a invertire la tendenza, chiara già nel corso della giornata. Ma invano.
Da notare che alla vicepresidenza lo stesso Widmann verrà eletto, ma con meno voti rispetto a Martha Stocker (452 a 620). Carte mischiate e corsa per il nuovo governatore che riprenderà su nuove basi. Gli aspiranti restano gli stessi: da Siegfried Brugger a Richard Theiner, da Hans Berger a Herbert Dorfmann, per finire a Arno Kompatscher e Konrad Bergmeister. Tutti in religioso silenzio in sala rispetto al tema delle primarie. Compreso Karl Zeller.
Nessuno vuole bruciarsi o bruciare candidature. Si riparte da zero, con la forza della periferia e degli agricoltori. Da non dimenticare che ieri si è deciso anche di dare più potere ai circondari - eleggeranno i due terzi dei candidati alle provinciali - e all'Obmann che deciderà da solo gli ultimi 9 posti in lista. La speranza di chi ha fortemente voluto le primarie? Invertire la rotta, spezzare vecchi equilibri e raccogliere nuovi consensi.


