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MERANO. Il destino del parcheggio al Kallmünz, il cortile dentro le mura del castello del conte Mainrad Khuen, trasformato da trent'anni a questa parte in parcheggio a pagamento, torna incredibilmente nelle mani dei giudici.
Non è bastata una sentenza definitiva davanti ai giudici del Consiglio di Stato per chiudere la vertenza che da sei lustri vede su fronti contrapposti il Comune di Merano, contrario al parcheggio in pieno centro storico, il proprietario del castello e il gestore del parcheggio.
Al Consiglio di Stato il Comune dopo anni di schermaglie e battaglie legali era riuscito a veder riconosciute le proprie ragioni. Quel parcheggio, in quella posizione e con un piano urbanistico che prevede tutt'altro non ci può stare.
L'amministrazione Rösch, a distanza di alcuni mesi da quella sentenza si è trovata nelle mani praticamente l'obbligo, se non altro morale, di dare seguito alla decisione, costata decine di migliaia di euro ai cittadini di Merano.
Ma invece di imporre la propria decisione e quindi di chiudere il parcheggio, per diversi mesi ha deciso di sedersi a un tavolo con il conte Khuen e con il gestore per trovare una via di uscita che accontentasse tutti.
Altro uso della superficie, possibiltà di fare un altro parcheggio per residenti (quello sotto piazza Rena non è ancora completamente assegnato...), pensare a un parcheggio interrato. Punto fermo inserito dalla giunta Rösch però è sempre stato quello di dire, prima si chiude, poi ci sediamo e troviamo una via d'uscita. Il progetto conciliativo però pare aver avuto vita breve.
Nelle scorse settimane il sindaco e l'avvocatura comunale si sono visti recapitare una nuova doppia citazione in giudizio da parte del proprietario e del gestore del parcheggio, davanti al Tar.
La giunta non ha potuto, per ora, fare altro che incaricare la propria avvocatura interna di costituirsi in giudizio e resistere alle richieste del conte Mainrad Khuen in merito all'esistenza e all'uso del parcheggio tra le mura di castel Kallmünz.
Viene da chiedersi ora se dopo una sentenza del Consiglio di Stato ci vorranno altri trent'anni per poterla eseguire o se il nuovo iter giudiziario avviato ne inficerà l'esito. (rog)
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