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BOLZANO. La squadra è composta da un cavallo, Pinocchio, e cinque cani: Munia, Hatschi, Kenai, Porthos, Sojuz. Alla guida dell’insolito team c’è Katja Solderer, 27 anni bolzanina, in tasca un diploma di tecnico agrario conseguito all’Istituto di Ora, autrice di due libri di montagna, che in inverno si guadagna da vivere facendo la musher, ovvero portando i turisti alla scoperta del profondo Nord sulle slitte trainate da mute di cani.
Tutti assieme, alle tre di notte di lunedì, partiranno da Verano, dove c’è la stalla di Pinocchio, per un viaggio lungo seimila chilometri che durerà circa sei mesi. Itinerario scelto: il Sentiero Italia che partendo dalla Grotta Gigante a Sgonico nei pressi di Trieste e attraversando l'intero arco alpino, tutta la catena appenninica, la Sicilia e la Sardegna arriva a Santa Teresa di Gallura, utilizzando lunghi tratti di preesistenti itinerari quali la piemontese Grande Traversata delle Alpi, la ligure Alta Via dei Monti Liguri e la toscana Grande Escursione Appenninica.
Le cose originali non finiscono qui: contrariamente a quanto si potrebbe pensare Katja non viaggerà in sella al cavallo, ma piedi e per di più scalza. Conta di fare 30-35 chilometri, per un totale di 10-12 ore al giorno con uno zaino da 15 chili in spalla, perché il resto del bagaglio lo porteranno Pinocchio e tre dei cinque cani.
Detta così sembra tutta una follia, in realtà nelle scelte di questa giovane c’è un unico filo conduttore che, partito dall’infanzia è proseguito nell’età adulta, ha come obiettivo la ricerca della libertà in mezzo alla natura.
«Da piccola - racconta - dicevo che avrei voluto vivere e lavorare in un circo, perché mi affascinava l’idea di cambiare continuamente posto e stare in mezzo agli animali. Ho abbandonato questo pensiero, quando ho scoperto che chi lavora nei circhi si sposta in macchina e con i camion. Io evito il più possibile di usare i mezzi quando viaggio. Per questo la scelta dell’itinerario è caduta sul Sentiero Italia, un tracciato poco conosciuto di cui si trova pochissimo anche in Internet, ma che mi consente di partire direttamente da casa, a piedi ovviamente. Mi piacerebbe scriverci un libro e farci un documentario».
La passione per l’avventura è una questione di letture: da bambina ha divorato i libri di Jack London.
«A me piacciono i grandi spazi e il silenzio. Per questo ho lavorato per sei stagioni consecutive in Scandinavia con i cani da slitta: avevo 45 cani di cui curarmi all’interno di un allevamento di 500. È stata un’esperienza dura ma affascinante: sono diventata musher. Ho imparato ad allevare e soprattutto allenare i cani, cominciando da quando hanno appena un anno. Un po’ meno entusiasmante l’esperienza con i turisti che pagavano fior di quattrini per viaggi avventura nel profondo Nord senza avere spesso la preparazione adeguata».
Bene gli animali, bene la passione per l’avventura, ma perché farsi 6 mila chilometri a piedi scalzi? «Per me le scarpe sono da sempre un problema: le uso solo per andare in città, ma perché non posso farne a meno. Per il resto cammino sempre scalza e d’allora i miei piedi stanno benissimo. Per il viaggio comunque mi porto un paio di infradito da mettere nel caso in cui ci fossero lunghi tratti di asfalto con il ghiaino».
La domanda a questo punto viene spontanea: una con i gusti particolari di Katja Solderer dove può vivere quando è a Bolzano? In un appartamento? Escluso, ovviamente.
Ha trovato casa in un posto unico: la dependance, tutta legno e vetro, di Castel Vanga. Dalla veranda si domina l’imbocco della Val Sarentina.
Ha scoperto quel posto fuori dal mondo, andando alla ricerca di una stalla per il suo cavallo. Prima ci ha portato l’amico a quattro zampe, poi ha chiesto al proprietario di sistemarsi anche lei lassù.
Lunedì partirà da lì assieme a Munia, Sojuz, Hatshi, Kenai e Porthos . Quando tornerà sarà già autunno.
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