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MERANO. Il Comune presenta il conto a Kaufleute Aktiv, ed è salato: 145.812 euro da restituire alle casse municipali, dalle quali erano usciti. La cifra complessiva sarebbe stata di oltre 222 mila euro, calcolando la somma dei contributi elargiti al sodalizio fra il 2007 e il 2009 aggiornata con gli interessi legali, ma è stato sottratto l'importo già versato al Comune in fase di patteggiamento dai rappresentanti dell'associazione che organizzava il Mercatino natalizio fino a tre anni fa.
La decisione e le relative cifre, annunciate ieri dal sindaco Günther Januth nel corso della conferenza stampa sull'operato dell'esecutivo municipale, giungono contestualmente alla revoca da parte della giunta, concretizzata nell'ultima seduta, delle tre delibere relative alla concessione di contributi straordinari nel periodo in questione.
È l'ennesimo capitolo di una vicenda che ha squassato le cronache meranesi del recente passato. Le ripercussioni hanno scosso anche la politica, anche se ormai sembra acqua passata. Sul piano risarcitorio, invece, non è ancora finita la storia deflagrata circa tre anni fa. Per lungo tempo l'associazione Kaufleute Aktiv ha retto le sorti della manifestazione regina dell'inverno meranese, nata negli anni Novanta e con il passare delle edizioni divenuta nota ben oltre i confini provinciali. Al finanziamento dell'organizzazione dell'evento partecipava anche il Comune. Poi vennero a galla i guai.
Nel 2013 la Procura contestò l’inserimento nella contabilità dell’associazione di fatture per operazioni inesistenti e di spese riferibili a iniziative personali degli indagati che avrebbero avuto l’effetto di far lievitare le spese allo scopo di ottenere contributi più consistenti di quelli in realtà spettanti. Il reato compiuto dal direttivo, secondo l'accusa, sarebbe consistito «nel costituire e gestire l’associazione senza fini di lucro “Kaufleute Aktiv” al fine di organizzare e realizzare i mercatini di Natale e di San Silvestro...simulandone all’esterno la propria natura non profit". In questa veste, aveva sostenuto la Procura, Kaufleute richiedeva contributi a fondo perduto "benché priva dei necessari presupposti", e avrebbe utilizzato il sodalizio per perseguire, "anche e soprattutto illecitamente, precisi interessi e vantaggi economici e politici...e facendo fatturare all’associazione prestazioni di beni e servizi di cui essi usufruivano a titolo personale".
Dopo l'emersione della vicenda, la giunta comunale aveva deciso di revocare la convenzione quinquennale con Kaufleute Aktiv per l'organizzazione dell'evento, al tempo firmata da poco, e di assegnare l'incarico all'Azienda di soggiorno.
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