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CURON/SILANDRO. Tre associazioni sportive di kitesurf nei guai al lago di Resia. Le società utilizzavano cinque imbarcazioni a motore, ancorate al fondale attraverso sistemi di stazionamento ritenuti abusivi, tra cui boe, gavitelli, catenarie e cosiddetti "corpi morti". Strutture e natanti erano privi delle necessarie autorizzazioni previste dalla Provincia di Bolzano per l'utilizzo del demanio idrico, requisiti fondamentali per garantire la sicurezza della navigazione in un bacino artificiale soggetto a particolari restrizioni.
A intervenire è stata la Guardia di finanza della Venosta, impegnata nei controlli sul rispetto delle norme relative all'occupazione e all'utilizzo degli spazi demaniali. L'operazione ha portato al sequestro amministrativo dei cinque natanti e di tutti i sistemi di ancoraggio ritenuti abusivi. Nei confronti dei presunti trasgressori sono inoltre scattate sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo superiore ai 10.000 euro. I controlli hanno interessato anche le modalità con cui le imbarcazioni venivano mantenute stabilmente in acqua, verificando la presenza delle autorizzazioni necessarie per l'installazione degli apprestamenti di ancoraggio.
Secondo quanto riferito in una nota dalla compagnia provinciale delle Fiamme Gialle, l'intervento si inserisce nel più ampio dispositivo messo in campo dalla Guardia di finanza per contrastare l'occupazione illecita degli spazi pubblici e tutelare il patrimonio demaniale e ambientale del territorio. L'attività di controllo punta anche a garantire un presidio costante a tutela della legalità economica e della sicurezza di cittadini e turisti che frequentano il lago. Particolare attenzione viene riservata alle attività che, soprattutto durante la stagione estiva, comportano l'utilizzo delle aree demaniali e dello specchio d'acqua.
Il caso riguarda in particolare l'utilizzo di strutture e imbarcazioni in un'area caratterizzata da una disciplina particolarmente rigorosa, anche per le condizioni del bacino e per la necessità di garantire la sicurezza delle attività nautiche. Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno quindi riguardato sia la regolarità dei natanti sia quella dei sistemi utilizzati per mantenerli stabilmente ancorati. L'intervento rientra nell'attività di vigilanza sul corretto utilizzo del demanio e sulla salvaguardia di un contesto ambientale e turistico di particolare rilievo.
Il procedimento penale, per gli eventuali profili di rilevanza giudiziaria, è nella fase delle indagini preliminari. In ossequio al principio di presunzione di innocenza, le persone sottoposte a indagine non possono essere considerate colpevoli fino a una sentenza definitiva di condanna.


