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BOLZANO. Il termometro sulla convivenza, cioè sulla autonomia? Un consigliere provinciale che attacca una collega perché si è permessa di parlare in italiano, «ecco a cosa ci ha portato l’autonomia». Lui è Sven Knoll (Stf), erede politico di Eva Klotz. Lei è Brigitte Foppa, co-portavoce dei Verdi, che ha dovuto ricordare in aula che parla (anche) in italiano, perché la nonna era italiana e italiano il marito. Non poteva essere più simbolico il debutto ieri in consiglio provinciale della discussione del disegno di legge firmato da Steger (Svp) e Bizzo (Pd) sull’istituzione della convenzione per la revisione dello Statuto di autonomia. «È questo il livello di maturità della nostra autonomia?», commenta Brigitte Foppa dopo lo scontro in aula con Knoll. La convenzione, che sarà costituita da 32 persone, indicate anche dalle categorie e dai cittadini, dovrà elaborare una proposta di modifica dello Statuto da sottoporre al consiglio provinciale.
Sono state lette le tre relazioni di minoranza di Hans Heiss (Verdi), Ulli Mair (Freiheitlichen) e Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore). Secondo Heiss, sarebbe necessario un maggiore coinvolgimento della società civile, «cosa che nel disegno di legge di Steger è molto ridimensionata, dato che il “documento iniziale” conterrà già decisioni importanti prese in partenza». Ulli Mair ha puntato sul punto che «né Svp né Pd si possono fare portavoce esclusivi delle minoranze tedesca e ladina, destinatarie degli accordi sull’Autonomia. Nella relazione non viene fatto riferimento alla natura etnica dell’Autonomia, ma il passaggio a un’autonomia territoriale è un indebolimento». Protesta Ulli Mair: «Si vuole escludere a priori qualsiasi prospettiva che vada oltre l’Autonomia, compresa una discussione sui confini». Secondo Urzì la convenzione dovrebbe «porre le premesse per una riforma di qualità, anche su questioni fondamentali», come la proporzionale, il diritto di voto, la scuola. Anche Andreas Pöder chiede che la discussione venga allargata al tema di «un nostro futuro senza l’Italia». Criticato per le assenze dall’aula, il presidente Arno Kompatscher ha sottolineato: «Non si sta discutendo dell’Autonomia, ma di un sistema procedurale». Paul Köllensperger (M5S) invita a non farsi illusioni: «Le decisioni finali non spetteranno alla Convenzione». Elena Artioli (Team A) chiede di ricordarsi dei mistilingui, quando si decideranno i componenti della Convenzione. «Possiamo perdonare ma non dimenticare», ha scandito Oswald Schiefer (Svp) ricordando la storia, dall’annessione in poi, che ha portato all’autonomia. Scintille con Urzì, accusato da Schiefer di «metodi fascisti» per avere smontato con Mauro Minniti diversi anni fa i cartelli monolingui a Cortaccia.





