Kompatscher accusa: «Remigrazione è un eufemismo per deportazione arbitraria»
Il presidente della Provincia: «Un divieto della manifestazione vittimizzerebbe gli organizzatori». Anche Schuler e Steger schierati contro gli estremismi
BOLZANO. In vista della manifestazione sulla cosiddetta remigrazione, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e il presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler, "pur rispettando le decisioni delle autorità competenti sull'autorizzazione dell'evento", hanno ribadito la loro ferma opposizione a concetti definiti "incostituzionali".
Secondo Kompatscher, remigrazione rappresenta "un eufemismo per la deportazione arbitraria, distinguendolo nettamente dalle procedure di espulsione regolate dalla legge e dal rispetto dei diritti umani". Il governatore precisa di essere in stretto contatto con il Commissariato del Governo e la Questura per il monitoraggio dell'ordine pubblico, spiegando che un divieto preventivo rischierebbe di vittimizzare gli organizzatori, attirando un'attenzione ingiustificata.
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Sulla stessa linea, Arnold Schuler ha richiamato la responsabilità democratica della cittadinanza, sottolineando come la storia dell'Alto Adige imponga una vigilanza particolare contro l'emarginazione e la privazione dei diritti. Entrambi i rappresentanti istituzionali hanno rivolto un appello affinché il diritto di manifestare venga esercitato in forma pacifica, evitando ogni tipo di provocazione o violenza e contrapponendo ai radicalismi i valori della convivenza e della Costituzione.
Sul tema interviene anche il presidente della Svp Dieter Steger. La manifestazione - afferma - serve "solo a esasperare i toni e a avvelenare la convivenza sociale. Ciò è sbagliato ovunque, ma lo è in particolar modo in Alto Adige". Steger sostiene quindi la contro-manifestazione "per dare un segnale pacifico a favore di una politica migratoria di centro, ragionevole ed equilibrata: una politica che respinga chiaramente ogni estremismo."