BOLZANO. Palazzo Widmann suona il gong per il Municipio. Sembra iniziato il conto alla rovescia per l’amministrazione comunale. È questo il tam tam delle ultime ore, perché è palese la differenza di impostazione tra i vertici della Svp provinciale e la Svp di Bolzano. L’Obmann cittadino Dieter Steger proverà fino all’ultimo a garantire una maggioranza a Spagnolli, grazie ai Verdi. Steger sa che c’è bisogno di tempo per preparare un nuovo candidato sindaco e un robusto rinnovamento dei candidati consiglieri della Stella alpina. Arno Kompatscher invece non nasconde più l’irritazione per la paralisi del Comune. Il presidente provinciale lo ha detto più volte all’interno del suo partito: bisogna iniziare a pensare seriamente se è il caso di staccare la spina. Un compito, questa riflessione, che spetta in primis a Spagnolli e al vicesindaco Klaus Ladinser.
La strategia di Kompatscher. Se queste sono le prese di posizione nelle riunioni riservate, le parole di Kompatscher sono severe anche nell’ufficialità. «È evidente che il Comune di Bolzano è fermo», sottolinea, «È un fatto naturale, visto che non c’è ancora una maggioranza. Ma non significa che vada bene così». La novità di questa settimana è che i Verdi hanno proposto l’appoggio esterno, fissando però due paletti: no a riproposizioni del progetto Benko in consiglio comunale (pena il voto di sfiducia al sindaco) e no all’allargamento della giunta. Per il resto, assicurano i Verdi, si può lavorare sul programma di coalizione. Gli argomenti non mancano. Per Spagnolli e Steger l’arrivo dei Verdi, sia pure condizionato, è un modo per avviare le macchine. Gelido Kompatscher: «Per fare una maggioranza non sono sufficienti i numeri. Serve anche avere un programma condiviso su cui lavorare. Non ho capito se questo programma ci sia. Lo spero e sarei felice di essere smentito, perché il mio timore è che i Verdi a parole sosterrebbero la maggioranza, e nei fatti direbbero solo dei robusti no, perché “c’è ben altro”. Ecco, con il “benaltrismo” , come si dice in italiano, non si governa una città». E quindi? «Quindi si dovrà decidere», risponde Kompatscher. Chi pensava che la giunta Spagnolli sarebbe caduta all’inizio dell’anno prossimo sta rivedendo le previsioni: forse la spina verrà staccata prima. Ma non è detto. Le dinamiche bolzanine sono una riserva continua di sorprese.
L’attesa di Spagnolli. Letto il documento dei Verdi, Spagnolli misura le parole: «Non voglio dire troppo, perché la decisione spetta ai partiti e non li voglio influenzare. Valuteranno e decideranno». Premesso questo, Spagnolli ieri voleva essere positivo: «L’appoggio esterno significa di fatto stare nella maggioranza. Lo considero un eufemismo». I veti dei Verdi, che tanto irritano gli altri partiti? «Magari verrà loro chiesto di modificare qualcosa». Ancora trattative? Ieri intanto Rudi Benedikter (Projekt Bozen) ha ribadito la propria posizione «blockfrei». Benedikter ha diffuso le risposte di Spagnolli ai suoi quesiti. Su Benko,apprezzata la garanzia che Spagnolli si farà garante «di tutte le decisioni del consiglio comunale». Secondo Enrico Lillo (Forza Italia) «Spagnolli e la giunta sono entrati in un vicolo cieco». (fr.g.)
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