BOLZANO. Il mondo dell’alpinismo? «Su certi temi è più avanti della politica». Così Arno Kompatscher dopo il suo incontro con il presidente del Cai Giuseppe Broggi. Il candidato presidente provinciale della Svp prosegue il tour altoatesino, che da mesi lo porta in contatto con personalità di spicco, associazioni, organizzazioni di categoria. Non potevano mancare in agenda Avs e Cai. Kompatscher ha incontrato, in momenti differenti, sia Georg Simeoni, presidente dell’Avs, che Giuseppe Broggi del Cai. «Come loro stessi mi avevano avvisato, ho riscontrato che su diversi temi importanti Avs e Cai hanno la medesima visione: sono più avanti della politica...», sottolinea Kompatscher. Al centro della discussione con le due associazioni alpine c’è stato il tema della gestione dei 25 rifugi ex Mde, la proprietà del rifugio Bolzano, la manutenzione dei sentieri, e ovviamente la segnaletica di montagna, tornata in auge in questi giorni con l’accordo Delrio-Durnwalder.

In sintonia sui rifugi, è sulla segnaletica di montagna che Avs e Cai si trovano su fronti differenti dal 2010, quanto scoppiò il caso delle migliaia di cartelli solo in tedesco installati da Avs e associazioni turistiche. Il Cai lavorò per mesi con i propri esperti per elaborare una proposta di ripristino del bilinguismo, basata sulla verifica di tutti i toponimi in italiano riportati dalle carte di montagna. Kompatscher lancia segnali di disgelo: «Broggi in fondo non è così distante dalla proposta contenuta nell’accordo tra il ministro Delrio e il presidente Durnwalder». Clima ben diverso tra Cai e Avs invece sulla gestione dei rifugi ex Mde. Le due associazioni sono favorevoli alla costituzione di una società a tre, insieme alla Provincia, che si faccia carico dei rifugi un tempo militari, poi passati al Cai e ora di proprietà provinciale. La trattativa sulla società si è arenata perché il presidente Luis Durnwalder l’ha collegata alla vendita del rifugio Bolzano dalla sezione Cai di Bolzano alla Provincia. Il «no» alla vendita ha congelato la società.

Kompatscher è ottimista: «Credo che il nodo possa essere sciolto. La cosa migliore sarà discutere insieme. Anch’io sono favorevole alla società unica. Mettere a gara la gestione di ogni singolo rifugio comporta il rischio di assegnare solo i rifugi più redditizi. L’obiettivo è invece tenerli tutti insieme, così i rifugi più “ricchi” aiutano a sostenere quelli più isolati, ma importanti per gli alpinisti». E il rifugio Bolzano al monte Pez? Così Kompatscher: «Da sindaco di Fiè conosco molto bene il tema. Ho una mia proposta di compromesso, che sottoporrò agli interessati. Spero che si possa trovare una soluzione non ideologica. In fondo anche per il Bolzano la prospettiva era la gestione comune». (fr.g.)

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