BOLZANO. Si parla di Catalogna per parlare (anche) di Alto Adige, autonomia e voglia di secessione. Pioggia di reazioni locali sulla retata della polizia spagnola contro funzionari e politici catalani in vista del referendum sull’indipendenza, che Madrid considera incostituzionale. Scontata la indignazione della destra tedesca, in particolare di Eva Klotz (Stf), che negli anni ha costruito una rete di alleanze con i catalani e altri indipendentisti. Una secca presa di posizione ufficiale arriva dal presidente Arno Kompatscher contro il governo spagnolo. Secondo Kompatscher, è «totalmente inaccettabile» il comportamento del governo spagnolo nei confronti della Catalogna. L'attuale situazione, è l’analisi di Kompatscher, «è figlia del fatto che per anni la Spagna si è rifiutata di aprire una trattativa sensata e concreta sullo sviluppo dell'autonomia nella regione. L'autonomia finanziaria catalana esiste solo sulla carta, e il governo centrale, in maniera a mio modo di vedere incomprensibile, non è disposto ad attuare un accordo equilibrato su questo tema». Kompatscher paragona l'attuale situazione con quella dell'Alto Adige negli anni Cinquanta, «quando l'Italia si rifiutava di concedere l'autonomia che era stata promessa. In Provincia di Bolzano, grazie all'ancoraggio internazionale garantito dall'Accordo di Parigi e dalla funzione di potenza tutrice dell'Austria, si è però riusciti a giungere ad una soluzione soddisfacente grazie a lunghe e difficili trattative. La Catalogna non può contare su questo tipo di tutele, ma ciò non legittima la Spagna ad ignorare le loro richieste: anche in questo caso deve valere il principio del "Pacta sunt servanda", ovvero che i patti devono essere rispettati». Parole inaccettabili, secondo Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore): «Irresponsabili le dichiarazioni di giustificazione delle pulsioni secessioniste da parte del presidente della Provincia. Il governo spagnolo in Catalogna ha esercitato un legittimo diritto di tutela della prerogative costituzionali di indivisibilità nazionale. Il presidente Kompatscher, oltre a intromettersi in una questione interna allo stato spagnolo, si sofferma sul diritto all’esercizio dell’autonomia da parte di una regione, omettendo di ricordare che il referendum illegittimamente convocato da Barcellona prevede tutt’altro che l’autonomia (già esercitata) ma la costituzione di una nuova Repubblica indipendente, quindi è dichiaratamente secessionista ed è stato dichiarato non conforme alla Costituzione dal Tribunale». Con la Catalogna si schiera invece il Movimento 5 Stelle. «La risposta alle istanze autonomiste dei cittadini non può mai sfociare nella repressione. Il Movimento 5 Stelle sarà sempre a favore del più ampio ricorso possibile agli istituti democratici e della concessione di maggiori forme di autogoverno», dichiara Riccardo Fraccaro. Così Eva Klotz: «Il premier spagnolo Rajoy si comporta come se la Spagna si trovasse ancora ai tempi della dittatura di Franco, come se avesse i pieni poteri di un feudatario. L’Unione europea intervenga». (fr.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA