LAIVES. «La cittadella sportiva? Un'occasione imperdibile per lo sviluppo di Laives». Hans Krapf ha le idee chiare e non le nasconde. L'azionista di maggioranza dell'Fc Alto Adige tramite la Duka srl, adesso fa sentire la propria voce. E, doverosa premessa per capire il peso delle parole dell'imprenditore, va sottolineato che Krapf è persona di poche parole, e soprattutto che raramente si è espresso in passato su questioni collegate alla compagine calcistica biancorossa, e ancora che anche sulla questione cittadella a Laives, questione che peraltro dal contesto puramente sportivo si allarga al settore economico, fino a oggi non si era fatto sentire. Il parere dell'imprenditore locale, all'interno dell'ormai eterna vicenda riguardante la costruzione d'un centro sportivo - commerciale da destinare all'attivita dell'unica squadra di caclio professionistica della regione, riveste un'importanza particolare, quindi, a maggior ragione dopo che il presidente provinciale Luis Durnwalder ha lanciato l'ennesimo ultimatum alla giunta di Laives. «Parlo - riprende la sua analisi Krapf - innanzitutto da spettatore, nel senso che sono certamente interessato all'esito finale della questione, ma non ci sono mai voluto entrare nello specifico. Attendo con ansia la decisione finale del Comune di Laives, qualunque essa sia. L'attendo con ansia, qualunque essa sia, perchè a questo punto mi preme che si sappia finalmente che strada intraprendere, terminando questo tira e molla che ha una sola conseguenza: il tempo perso». E il tempo, dice un vecchio adagio, è denaro, quindi perder tempo è anche perder denaro. Se pensiamo poi che quello di uno stadio decente è un progetto che aspettate da anni... «Abbiamo dimostrato di essere una società solida, che ha un piano a lunga scadenza e che da tempo sta investendo denaro portando il nome della nostra provincia in giro per l'Italia. Abbiamo dato la possibilità a tanti giovani dell'Alto Adige d'emergere e di realizzare un sogno. Nella nostra terra anche le squadre di terza categoria hanno un loro impianto dove poter svolgere la loro attività sportiva: l'Fc Alto Adige no. Senza le adeguate infrastrutture mi sembra chiaro che tutti i progetti siano destinati a saltare». Certo. Ma perchè proprio la cittadina di Laives dovrebbe volerlo? «Perchè ciò che si andrebbe a creare non potrà che essere un'occasione di sviluppo per la realtà d'una cittadina che trarrebbe solo vantaggi da questa operazione. Prima di tutto dal punto di vista di una struttura sportiva che non sarebbe utilizzata solo dall'Fc Alto Adige ma sarebbe fruibile dall'intera comunità, e non solo per gli appassionati di calcio. Il fatto, poi, d'ospitare squadre sportive porterebbe un po' più di quel movimento positivo e pulito per l'economia di Laives. Le nostre località spendono soldi e investono per cercare di convincere la gente a passare dalle loro parti, l'unica è Laives che non vuole crescere da questo punto di vista. Credo sia un controsenso. Senza contare l'indotto per le attività commerciali annesse alla cittadella, un ulteriore sbocco per creare nuovi posti di lavoro». Cosa ha da dire al Bauernbund, il più ostile avversario di questo progetto? «Rispetto le opinioni di tutti ma mi sembra che quelle del Bauernbund non abbiano basi solidissime. Qui non c'è nessun deturpamento dell'ambiente visto che non costruiamo grattacieli ma strutture sportive e poi i terreni che sono coinvolti non è che in questo momento rappresentino delle grandi fonti di coltivazione, anzi... Quindi credo che tutto si riduca a un'opposizione fondata su pochi argomenti concreti». E se alla fine si arrivasse a un no da parte del Comune di Laives? «Allora credo che la strada più giusta sia quella di guardare all'adeguamento dello stadio Druso, mettendolo a disposizione della nostra società. In fondo Bolzano è ormai la nostra casa e non mi dispiacerebbe lo fosse anche in futuro».

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