BOLZANO. La Cassazione conferma il seggio di Florian Kronbichler alla Camera. «La Corte ha riconosciuto tutto l’operato del Viminale» sull’assegnazione dei seggi dopo le elezioni politiche», così il ministro dell’Interno. «Il sistema informatico del Viminale è costruito sulla base della legge e la legge è stata interpretata correttamente perché la Cassazione ha riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto, sia con l’informatica che manualmente». «È un problema di interpretazione - ha aggiunto Annamaria Cancellieri - ma la nostra coincide con quella della Cassazione e questa è una consolazione». Soddisfazione viene espressa dal candidato di Sel-Verdi che, quindi andrà regolarmente a Montecitorio dove il 15 marzo è prevista la prima seduta. Per il deputato altoatesino si tratterà poi di aspettare che venga ufficializzata in aula la rinuncia da parte di Vendola - rimane governatore della Puglia - risultato primo degli eletti nella circoscrizione regionale di Trento e Bolzano per la Camera. Vendola era capolista un po’ in tutte le circoscrizioni. «Basti pensare a tutti i big che scelgono un seggio e ne liberano altri: solo per Sel, ad esempio ci saranno 24 subentri», sottolinea lo stesso Florian Kronbichler.
La Corte di Cassazione ha dunque rigettato i ricorsi di Massimo Donadi, Sabrina De Camillis, Manuela Di Centa e altri ex parlamentari che chiedevano un riconteggio e una diversa assegnazione di cinque seggi alla Camera confermando non solo i risultati ufficiali già convalidati dalla Corte d'Appello, ma anche che il sistema software del ministero non è cambiato rispetto alle precedenti elezioni e che, ai sensi della legge, la ripartizione territoriale dei seggi è corretta. I ricorrenti hanno tenuto una conferenza stampa per ribadire le loro ragioni e annunciare un nuovo ricorso alla giunta per le elezioni. Ricorso che abbisogna di diversi mesi per trovare risposta e che in passato non è mai stato accolto.
Sel Alto Adige Südtirol esprime, dunque, «la sua soddisfazione per la conferma dell'elezione di Kronbichler e per il fatto che la Corte di Cassazione e il ministero dell'Interno abbiano respinto i ricorsi con motivazioni di merito perfettamente collimanti con le nostre valutazioni e con i nostri riconteggi».

