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MERANO. Monta la polemica sull’ippodromo. Specie dopo che Merano Maia, la società in liquidazione che per decenni ha gestito la struttura, ha alzato il prezzo per firmare il divorzio con il Comune chiedendo di inserire fra i beni mobili anche il tondino coperto finanziato dall’Unire. Dall’opposizione di fa sempre più forte la richiesta di procedere alla riscossione della fideiussione bancaria di 150 mila euro, depositata dalla società Mic Srl «per non aver adempiuto puntualmente a quanto previsto nel contratto di cessione delle quote societarie».
Molto critica Cristina Kury del gruppo Verde. «Il tira e molla al quale stiamo assistendo non è certo un bello spettacolo. A determinare questa situazione ha contribuito però anche il Comune, che nel 2012, quando ha appreso della decurtazione dei contributi Unire, avrebbe dovuto indire in tempo utile una nuova gara. La giunta, invece, ha preferito restare a guardare, in attesa dell’evolversi della situazione e ora si trova con il cerino in mano. Adesso bisogna verificare se la società Merano Maia abbia ottemperato o meno a tutti gli obblighi previsti nel contratto di gestione. Se dovessero essere riscontrate delle inadempienze sarebbe opportuno riscuotere la fideiussione di 150 mila euro. Prima di firmare con la cordata guidata da Martone, il sindaco Januth dovrebbe presentarsi in Consiglio e fare il punto con i colleghi di maggioranza e opposizione. Ho ancora molti dubbi sul fatto che si possa procedere ad un’assegnazione senza una normale gara d’appalto».
Ugualmente perplessa la rappresentante del Pd Vanda Carbone. «Sono stupita dalle parole del vicesindaco, secondo il quale il liquidatore Palladino starebbe cercando semplicemente di fare i suoi interessi. Sono convinta, peraltro, che l’Avvocatura riuscirà a difendere gli interessi del Comune. È probabile, invece, che la società Mic non abbia adempiuto a tutti gli obblighi previsti e pertanto a questo punto sarebbe giusto riscuotere la fideiussione di 150 mila euro».(max)
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