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MERANO. «Il fatto che il sindaco di Merano non riesca a far dimettere nessuno dei tre rappresentanti dal consiglio di amministrazione di Azienda energetica è una barzelletta, ma di quelle horror». Cristina Kury torna sull'argomento del mancato rispetto delle quote rosa nel consiglio di amministrazione di Azienda energetica e lo fa con un atto formale. «Abbiamo chiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale - spiega la capogruppo dei Verdi - allo scopo di evitare equivoci. Se il giorno 7 non sarà nominata la nuova rappresentante donna, lo dovremo fare entro il giorno 14. Giunta e maggioranza non possono scappare dal richiamo formale della giustizia. Ae rischia l'impugnazione di tutte le delibere prese da questo cda».
Kury ha mal digerito la scelta del presidente del consiglio e della maggioranza di non inserire l'argomento quote rosa nell'ultimo consiglio comunale del 30 ottobre. Le opposizioni avevano presentato un ordine del giorno invocando l'articolo 23, ossia l'urgenza dell'argomento. Inutile anticipare i tempi, aveva risposto il sindaco Günther Januth, ne parleremo il 7 novembre in una seduta apposita. Peccato che però fino a oggi nessuno dei tre rappresentanti meranesi in Ae - il presidente Massimiliano Sturaro, Anton Gögele e Alex Janes, nominato in quota opposizioni - abbia presentato le dimissioni. «Non siamo in presenza di tre tecnici o di tre sconosciuti - replica Cristina Kury - ma di persone messe in quel cda perché espressione di partiti. Se posso capire il sindaco, quando dice che non possa far dimettere Janes prescelto dalla minoranza, non lo seguo più sugli altri due nomi. Januth sa chi è Anton Gögele? È l'Obmann della Svp meranese. Nei guai Azienda energetica ce l'ha messa questa maggioranza che governa Merano, la Volkspartei in testa. Tocca a loro risolvere il problema. Facendo dimettere Gögele oppure Sturaro o entrambi. Anche il presidente di Ae è in quel posto non perchè è un esperto di energia, ma perchè è stato prescelto da Giorgio Balzarini e Diego Cavagna. Sindaco e vice non si nascondano dietro un filo d'erba, ammettano di aver sbagliato lasciando fuori le donne dal cda di Ae e vi pongano rimedio. In gioco c'è la stessa esistenza dell'azienda di cui siamo proprietari come cittadini al 50% e che, non dimentichiamolo produce 60 milioni di utili all'anno. Bolzano - conclude la rappresentante dei verdi - che era in ritardo, ha già adempiuto ai suoi obblighi, Merano non sa ancora che pesci pigliare».
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