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MERANO. Con lo slogan "combattiamo la povertà, non i poveri che fanno l'elemosina" Caritas, Kvw e conferenza di San Vincenzo scendono in campo contro l'introduzione delle nuove regole anti accattonaggio introdotte dal Comune di Merano. E lo fanno anche smentendo di fatto due propri esponenti di spicco, l'assessore Stefan Froetscher, direttore del Kvw meranese e il consigliere Svp Georg Hoerwarter, Obmann della sezione Merano centro della San Vincenzo.
«Si prediligono gli interessi economici - scrivono le tre associazioni congiuntamente - alle necessità individuali. Si arriva all'assurdo di sostenere che i mendicanti distraggono i turisti e riducono la voglia dei clienti di fare acquisti. La visione cristiana predica tolleranza e libertà e non di certo il chiudere gli occhi di fronte a un povero ne tantomeno voltargli le spalle. I Comuni non devono solo salvaguardare turisti e clienti ma anche garantire dei luoghi dove sia possibile scegliere di mendicare».
Le tre associazioni replicano anche a coloro che sostengono che chi ha veramente bisogno può rivolgersi alle strutture che esistono, senza mendicare per strada. «Ci sono anche pensionati e disadattati locali, non solo stranieri che, anche se assistiti vivono comunque con un reddito inferiore al minimo vitale».
Ancora più pesante e accorata la critica al provvedimento da parte di Cristina Kury (Verdi): «La maggioranza politica Svp, lista Balzarini e Alleanza per Merano) ha deciso con il sostegno delle destre sia italiane che tedesche di varare un divieto di accattonaggio nel raggio di 100 metri di moltissimi angoli della nostra città, creando un divieto generale di chiedere l'elemosina. A nulla è servito l'appello delle opposizioni o delle associazioni che operano nel sociale per ritirare quel provvedimento. Siamo tutti d'accordo per osteggiare l’accattonaggio aggressivo e organizzato, interventi che già si potevano e si possono effettuare in base alle leggi vigenti. Però colpire indiscriminatamente anche chi ne ha veramente bisogno per salvaguardare il decoro della città (così recita l’ordinanza) è un atto inaccettabile. Una politica responsabile prende atto del fenomeno, individua strategie per eliminare gli abusi e cerca rimedi per i problemi senza populismo e soluzioni facili».
Per Cristina Kury «il divieto introdotto e la discussione in consiglio segnala il clima sociale gelido creatosi a Merano a causa della sudditanza di chi ci amministra rispetto ad alcuni commercianti. Persino chi copre funzioni importanti in associazioni sociali hanno dato il loro assenso ad una misura della quale non erano convinti».
«Con l'emendamento presentato da Thomas Peintner dei Freiheitlichen - aggiunge Andrea Bonatta a nome del Pd - sfidiamo chiunque a trovare un luogo che non sia coperto dal divieto. Ci chiediamo come il mendicante possa osservare la norma. E siamo convinti che il divieto, così congetturato, presti il fianco a ricorsi». Nel mirino del Pd finisce pure l'ordine del giorno che prevede che i questuanti vengano indirizzati ai servizi sociali. «Ci hanno bocciato - continua Bonatta - la proposta di segnalare il mendicante ai servizi sociali nonostante un emendamento molto simile della lista Balzarini, che invece è stato approvato. Questo regolamento non riguarda solo i mendicanti e il loro diritto a richiedere aiuto, ma colpisce anche tutti i cittadini ai quali viene tolta la libertà di fare elemosina».
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