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BOLZANO. Scandalo delle pensioni d’oro. Il cerchio si stringe attorno ai vertici della Svp, l’Obmann Richard Theiner, i vice Martha Stocker e Thomas Widmann. Era inevitabile, ci si è arrivati. La Svp ha dovuto bloccare la campagna di tesseramento, evento eccezionale, a causa della ribellione dei referenti locali. «Andate voi a farvi sbattere la porta in faccia», è stato l’aut aut dei funzionari. Per oggi pomeriggio è convocata la Parteileitung della Svp, prima si incontreranno gli Obmänner dei comprensori, terminali di decine e decine di lettere di protesta. Ieri scandalo fatto a pezzi sull’Arena di Rai1.
Arriva poi la bomba di Karl Zeller, Obmann del Burgraviato, che da avvocato smonta l’operazione delle maxi compensazioni da 80 milioni sui vitalizi ridotti a 2800 euro: «Sono partiti in quarta con quella legge, dando per scontati diritti acquisiti, che invece non esistono. Non per tutti, almeno».
«Ci sono molte cose da spiegare. E ci aspettiamo anche che i responsabili di questa storia chiedano scusa», anticipa Oswald Schiefer, Obmann della Bassa Atesina. Nervi a fior di pelle nel potente Bezirk della Val Pusteria, riferisce Albert Wurzer: «Ci sono domande da fare e aspettiamo risposte dall’Obmann Theiner e da Martha Stocker». Schiefer aggiunge Widmann alla lista: «In questa storia ci sono dentro tutti i vertici del partito, l’Obmann e i vice».
Da ricordare che Schiefer e Wurzer sono neo consiglieri provinciali e sbottano: «Non sapevamo nulla di questa storia, noi per davvero, e ci troviamo coinvolti in questo fango».
Perché vengono chiamati in causa Theiner e i due vice? Perché sono allo stesso tempo vertici del partito e beneficiari degli indennizzi sui vitalizi. «Dovranno spiegare cosa è accaduto», è la richiesta senza sconti.
Finora è stato tutto un ripetere, anche da parte di Martha Stocker (che pure nella scorsa legislatura era assessore regionale) «non sapevamo», «non avevamo capito», «ci era stato detto solo che si sarebbero risparmiati 9 milioni all’anno». Ma ad un certo punto le cifre personali sono state comunicate, protesta la base della Svp, non era complicato ipotizzare, anche con approssimazione, che la «riforma», moltiplicata per 130 beneficiari, avrebbe messo in movimento decine di milioni. «Perché non è stato detto nulla? C’è bisogno di una ricostruzione chiara di quanto accaduto nei mesi scorsi», ancora Schiefer. Se i tre vertici sono nel mirino, è ovvio che in giro per la Svp l’elenco dei responsabili sia molto più lungo, dall’ex presidente Durnwalder , gli ex assessori, l’ex presidente del consiglio regionale Rosa Thaler, madrina della riforma, l’ex segretario questore Munter e buona parte del gruppo consiliare della scorsa legislatura, beneficiaria degli indennizzi.
Operazione nel mirino. Punto e a capo. Ripartire da zero, recuperando tutto il possibile è l’impegno che si sono dati in Regione il presidente Ugo Rossi e Arno Kompatscher. E qui si inserisce Zeller, che dà ragione a chi scommette che esistano i margini per mettere una toppa sullo scandalo. Così Zeller: «È stato un errore micidiale e bisogna ripararlo. Zeller non mette invece in discussione Theiner: «Stava facendo sia l’Obmann che l’assessore alla sanità. Si è fidato». Questa la posizione tecnica di Zeller: «Hanno fatto tutto partendo dal presupposto che ci fossero diritti acquisiti. Per me il diritto acquisito c’è quando sei in pensione. Non solo. Il professor Luca Nogler, incaricato dalla Regione, ci dirà se è possibile incidere anche su chi percepisce i vitalizi. L’errore ormai è fatto è c’è il problema che i milioni sono già stati versati. Non dispero che si possa procedere per legge per recuperare il denaro». Denaro già in parte speso, ammettono alcuni beneficiari.
Il tesseramento sospeso. Zeller, come i colleghi Obmänner degli altri circondari, ha dato indicazioni di fermare la campagna di tesseramento: «Non possiamo chiedere ai nostri volontari di andare dagli iscritti a chiedere i soldi delle tessere. Aspettiamo di capire quale legge Kompatscher e Rossi potranno preparare in Regione». Wurzer ricorda con rabbia l’assemblea generale dei referenti locali del 25 gennaio, prima che emergesse lo scandalo, in cui i big della Svp avvisarono che la tessera sarebbe stata aumentata a 15 euro a causa del debito del partito: «Se avessi saputo che stavano girando milioni non avrei mai dato il mio benestare all’aumento della tessera. Adessi nei paesi ce ne dicono di tutti i colori. Sono sicuro che Rosa Thaler l’ha fatto per risparmiare, ma i cittadini come possono comprendere compensazioni su presunti mancati guadagni per i prossimi 20 o 30 anni?».
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