La Funzione Pubblica della Cgil è scettica riguardo alla promessa fatta dalla giunta provinciale di allungare il calendario scolastico da 35 a 36 settimane solo dopo una consultazione con sindacati e Comuni. “Ricordo - spiega Cornelia Brugger, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil - che l’anno scorso la giunta ha introdotto la trentacinquesima settimana, anche se erano contrari il consiglio scolastico, i sindacati e il consiglio dei genitori”.

Per la segretaria della Funzione Pubblica il personale insegnante delle scuole materne, degli istituti musicali e delle scuole statali e professionali non deve fare da babysitter: “Non possiamo dare ulteriore lavoro agli educatori. Gli insegnanti delle scuole professionali già ora sono in servizio dall’ultima settimana di agosto fino al 30 giugno, se adesso si introduce un'altra settimana di scuola, il periodo di recupero psicofisico non è sufficiente. Da anni stiamo cercando di avvicinare il trattamento degli insegnanti nelle scuole materne agli altri insegnanti, proprio perché in questo settore il carico lavorativo didattico non è più sostenibile, per cui chiediamo alla politica di intervenire”.

“Consideriamo inoltre che se le scuole rimarranno aperte fino a fine giugno, questo avrà come conseguenza che le famiglie trascorreranno le ferie nei periodi più costosi dell’anno, con pesanti ricadute sui bilanci delle famiglie meno abbienti”, conclude Brugger.