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BOLZANO. Sì alla razionalizzazione degli uffici giudiziari. No alla soppressione delle sedi distaccate: gli uffici periferici rimangano a presidiare il territorio. La Provincia si adoperi per mantere almeno i servizi diretti al cittadino. Lo chiede il coordinatore nazionale giustizia di Cisl. Ieri il coordinatore generale giustizia della Cisl, Eugenio Marra, è salito in Alto Adige per fare visita agli uffici amministrativi del tribunale di Bolzano e della sede distaccata di Merano. Un incontro c'è stato anche con il personale amministrativo della casa circondariale di via Dante. Lo scopo della visita è stato soprattutto di sensibilizzare i dipendenti degli uffici giudiziari riguardo alle prossime elezioni delle Rsu, che in Alto Adige si terranno dal 5 al 7 marzo prossimi. Rappresentanze sindacali unite che dovranno lottare come non mai per tentare di invertire la rotta, o almeno di salvare il salvabile, dopo anni di tagli indiscriminati. Già oggi Bolzano è sotto del 50% del personale amministrativo. E per il triennio 2011-13 il governo ha escluso assunzioni e concorsi. Almeno per la Giustizia.
SEDI DISTACCATE. La legge delega - spiega Marra, coadiuvato ieri dalla segretaria provinciale di categoria Agnes Haller e dalla coordinatrice regionale giustizia Maria Rinaldo - che ha stabilito la chiusura degli uffici periferici non è fatta male, «perché pone dei criteri generali validi». Il negativo è che «l'amministrazione sta facendo un taglio chirurgico dal centro, senza tenere conto delle situazioni locali, particolarmente pesanti nelle isole e nei territori montuosi come l'Alto Adige». Un fatto molto grave, che creerà disfunzioni soprattutto perché in molti territori verranno a mancare i presidi di giustizia. «Poniamo che un cittadino scenda a Bolzano dalla Pusteria per fare il testimone in un processo che inizia alle 8 del mattino, ma che poi viene rinviato. Il giorno dopo gli tocca rifare il viaggio».
IL PRESIDIO. «Se tolgo un ufficio giudiziario - prosegue Marra - tolgo un presidio di legalità, tolgo la procura, tolgo i magistrati che fanno le indagini, tolgo le forze dell'ordine che collaborano con i magistrati». Le sedi periferiche garantiscono sicurezza.
ULTERIORI DISAGI. In Alto Adige le sedi distaccate hanno anche la competenza sui decreti tavolari e sugli attestati di appartenza linguistica. Tutti documenti che in futuro si rischia di dover fare a Bolzano. Creando disagi a chi è abituato agli uffici periferici, meno ministeriali, meno formali, dove si parla in dialetto. Ma si rischia di creare disagi enormi anche su Bolzano. Già oggi la situazione è pesante; lo testimoniavano ieri i due contapersone dei metal detector all'entrata del tribunale: negli uffici bolzanini dal 3 gennaio all'8 febbraio sono entrate oltre 12 mila persone. «Quando ci sono le udienze c'è un affollamento che, appena entrato, uno scapperebbe subito» come spiega Agnes Haller. Che prosegue: «Si dice poi che accorpando si risparmia. Non è vero. A Bolzano già ora mancano gli spazi, figurarsi in futuro se si chiudessero Merano, Silandro, Bressanone e Brunico. Non si saprebbe nemmeno dove tenere gli archivi delle sedi distaccate». Anche il recente ampliamento degli spazi, con l'aggiunta del quarto piano, non ha portato grandi vantaggi. (A proposito, spiega la Cisl, non è stato molto apprezzato il fatto che gli amministrativi non siano nemmeno stati invitati all'inaugurazione. «Hanno saputo tutto dal vescovo, entrato in un ufficio per chiedere: "Dov'è la festa?". Nessuno li aveva avvertiti», dice Haller).
POSSIBILI SOLUZIONI. «A livello politico - chiarisce ancora la sindacalista - c'è questo impegno: Provincia e Regione hanno dichiarato di voler venire in soccorso con delle risorse economiche, risistemando anche gli uffici dei giudici di pace. Oggi sono anche troppo dispersi. Si potrebe accorparli alle sedi distaccate, per esempio a Silandro. Così risparmierebbe sia lo Stato sia la Provincia». Il problema maggiore è la drastica carenza di personale. «Non si fanno nuove assunzioni e chi va in pensione non viene sostituito», chiarisce Marra. «Così facendo i carichi di lavoro per chi rimane aumentano». Anche per gli stessi dipendenti delle sedi distaccate. Una soluzione, proposta dalla Cisl, sarebbe questa: siccome nelle sedi distaccate il personale è tutto fare e deve occuparsi anche di molto back office, ossia di attività indirette che non hanno a che fare con il cittadino, queste potrebbero essere spostate a Bolzano, alleggerendo la periferia e consentendo così al personale di dedicarsi esclusivamente ai cittadini. «Si potrebbero mantenere solo le attività dirette».
RAZIONALIZZARE. Il sindacato è d'accordo: razionalizzare si può, anzi, si deve, ma cum grano salis. Con la concertazione assieme alle parti sociali e con il sostegno della Provincia. «Sarà difficile, se non impossibile, ricevere la competenza, ma ciò non significa che la Provincia non possa contribuire, partecipando alle spese».
DIRIGENTI. La situazione è pesantina anzichenò, già per la sola mancanza di personale. «A rincarare la dose - conclude Haller - ci sono purtroppo i dirigenti. Dovrebbero valutare con maggiore attenzione dove il personale è più essenziale. Qui c'è da ridurre, lì da aumentare. In più, i dirigenti amministrativi stanno generando un clima non dei migliori. Dovrebbero trattare il personale in maniera più rispettosa e attenta. Quando ci sono carenze di personale il clima è fondamentale, importantissimo. E invece, c'è un clima di terrore. Fioccano le minacce di procedimenti discilpinari appena uno alza un po' la cresta». In due anni, infine, «i sindacati non sono stati convocati nemmeno una volta».
SEDI DISTACCATE. La legge delega - spiega Marra, coadiuvato ieri dalla segretaria provinciale di categoria Agnes Haller e dalla coordinatrice regionale giustizia Maria Rinaldo - che ha stabilito la chiusura degli uffici periferici non è fatta male, «perché pone dei criteri generali validi». Il negativo è che «l'amministrazione sta facendo un taglio chirurgico dal centro, senza tenere conto delle situazioni locali, particolarmente pesanti nelle isole e nei territori montuosi come l'Alto Adige». Un fatto molto grave, che creerà disfunzioni soprattutto perché in molti territori verranno a mancare i presidi di giustizia. «Poniamo che un cittadino scenda a Bolzano dalla Pusteria per fare il testimone in un processo che inizia alle 8 del mattino, ma che poi viene rinviato. Il giorno dopo gli tocca rifare il viaggio».
IL PRESIDIO. «Se tolgo un ufficio giudiziario - prosegue Marra - tolgo un presidio di legalità, tolgo la procura, tolgo i magistrati che fanno le indagini, tolgo le forze dell'ordine che collaborano con i magistrati». Le sedi periferiche garantiscono sicurezza.
ULTERIORI DISAGI. In Alto Adige le sedi distaccate hanno anche la competenza sui decreti tavolari e sugli attestati di appartenza linguistica. Tutti documenti che in futuro si rischia di dover fare a Bolzano. Creando disagi a chi è abituato agli uffici periferici, meno ministeriali, meno formali, dove si parla in dialetto. Ma si rischia di creare disagi enormi anche su Bolzano. Già oggi la situazione è pesante; lo testimoniavano ieri i due contapersone dei metal detector all'entrata del tribunale: negli uffici bolzanini dal 3 gennaio all'8 febbraio sono entrate oltre 12 mila persone. «Quando ci sono le udienze c'è un affollamento che, appena entrato, uno scapperebbe subito» come spiega Agnes Haller. Che prosegue: «Si dice poi che accorpando si risparmia. Non è vero. A Bolzano già ora mancano gli spazi, figurarsi in futuro se si chiudessero Merano, Silandro, Bressanone e Brunico. Non si saprebbe nemmeno dove tenere gli archivi delle sedi distaccate». Anche il recente ampliamento degli spazi, con l'aggiunta del quarto piano, non ha portato grandi vantaggi. (A proposito, spiega la Cisl, non è stato molto apprezzato il fatto che gli amministrativi non siano nemmeno stati invitati all'inaugurazione. «Hanno saputo tutto dal vescovo, entrato in un ufficio per chiedere: "Dov'è la festa?". Nessuno li aveva avvertiti», dice Haller).
POSSIBILI SOLUZIONI. «A livello politico - chiarisce ancora la sindacalista - c'è questo impegno: Provincia e Regione hanno dichiarato di voler venire in soccorso con delle risorse economiche, risistemando anche gli uffici dei giudici di pace. Oggi sono anche troppo dispersi. Si potrebe accorparli alle sedi distaccate, per esempio a Silandro. Così risparmierebbe sia lo Stato sia la Provincia». Il problema maggiore è la drastica carenza di personale. «Non si fanno nuove assunzioni e chi va in pensione non viene sostituito», chiarisce Marra. «Così facendo i carichi di lavoro per chi rimane aumentano». Anche per gli stessi dipendenti delle sedi distaccate. Una soluzione, proposta dalla Cisl, sarebbe questa: siccome nelle sedi distaccate il personale è tutto fare e deve occuparsi anche di molto back office, ossia di attività indirette che non hanno a che fare con il cittadino, queste potrebbero essere spostate a Bolzano, alleggerendo la periferia e consentendo così al personale di dedicarsi esclusivamente ai cittadini. «Si potrebbero mantenere solo le attività dirette».
RAZIONALIZZARE. Il sindacato è d'accordo: razionalizzare si può, anzi, si deve, ma cum grano salis. Con la concertazione assieme alle parti sociali e con il sostegno della Provincia. «Sarà difficile, se non impossibile, ricevere la competenza, ma ciò non significa che la Provincia non possa contribuire, partecipando alle spese».
DIRIGENTI. La situazione è pesantina anzichenò, già per la sola mancanza di personale. «A rincarare la dose - conclude Haller - ci sono purtroppo i dirigenti. Dovrebbero valutare con maggiore attenzione dove il personale è più essenziale. Qui c'è da ridurre, lì da aumentare. In più, i dirigenti amministrativi stanno generando un clima non dei migliori. Dovrebbero trattare il personale in maniera più rispettosa e attenta. Quando ci sono carenze di personale il clima è fondamentale, importantissimo. E invece, c'è un clima di terrore. Fioccano le minacce di procedimenti discilpinari appena uno alza un po' la cresta». In due anni, infine, «i sindacati non sono stati convocati nemmeno una volta».


