BOLZANO. Piogge insistenti da marzo a maggio, poi il caldo ha fatto il resto, rinvigorendo la natura come non mai. E siccome non è più consentito utilizzare diserbanti chimici a base di glifosato, il risultato è sotto gli occhi di tutti: città invasa dalle erbacce, anzi, ormai dagli arbusti, visto che in certi casi superano addirittura i due metri di altezza.

Per risolvere, a luglio è stata chiamata d'urgenza una ditta privata. Sono al lavoro in diciassette, per dieci ore al giorno. E avranno da fare per mesi... Si sarebbe potuti partire prima?

L'assessora all'Ambiente Chiara Rabini risponde: «Siamo partiti appena è stato possibile. Ringrazio la ditta incaricata, che sta procedendo su tutta la città, e ricordo che Bolzano è città no glifosato».

Pubblico ma anche privato

La situazione, però, è palesemente sfuggita di mano; anche ai privati, si intende. Per chi non ha provveduto per tempo o lo ha fatto senza rimuovere le erbacce estirpando le radici, sono dolori. Perché tutto ricresce alla velocità della luce. Gli stessi operai della giardineria comunale scuotono il capo. Una volta spruzzavi il diserbante, penetrava dalle foglie fino alle radici e la pianta moriva. I prodotti biologici hanno effetti decisamente minori. E allora adesso puoi solo andare a mano.

Un lavoro immane, come ben sa chi possiede un giardino. Ci vuole più tempo, più personale, costa molto di più. E soprattutto non basta.Un quadro desolanteLe erbacce hanno invaso tutto. Basta farsi un giretto a Gries, per sincerarsene. Fermata del bus di via Vittorio Veneto con erbacce alte fino alla cintola di chi aspetta la Sasa. In piazza Gries l'entrata del convento pare un prato secco, mentre in molti punti dell'estesissimo perimetro di Muri Gries le erbacce coprono la parte bassa del vecchio muro. Idem sul lato opposto di vicolo Wenter, sul muro perimetrale delle scuole Stifter. In via Egger Lienz un posto auto è sommerso e non più utilizzabile. Sul muro esterno di palazzo Ducale, un arbusto alto due metri.

Un passante fa la battuta: a natale lo addobbiamo con le luci. Ma è così in tutta la città. Le erbacce hanno avviluppato tutto: marciapiedi, cestini dei rifiuti, lampioni dell'illuminazione, cartelloni pubblicitari, isole ecologiche, semafori, isole spartitraffico, archetti protettivi dei pedoni lungo le strade, posteggi dei taxi, fermate del bus.

Come funzionava in passato

Fino all'anno scorso, il servizio per la manutenzione diciamo così del decoro cittadino era gestito in house da Seab, che lo aveva subappaltato, ma, come precisa Renato Spazzini dell'ufficio Tutela ambiente del Comune, l'esito non era stato giudicato sufficientemente buono. «Quest'anno, appena ricevuto il finanziamento, ci siamo rivolti al privato.

Si è cominciato dalle zone prioritarie, in base alle segnalazioni dei cittadini, che sono già state finite. Ora la crescita del verde rallenterà e si fermerà, ma si opera a mano...»

Un lavoro immane

Confermava ieri il responsabile per i lavori a Bolzano per conto del gruppo Activa di Trento, Alessandro Forgione: «Oggi su Bolzano siamo in diciassette, lavoriamo dieci ore al giorno, ma è molto difficile. Stiamo facendo il possibile per rimettere a posto. Ma è così dappertutto, stiamo lavorando in tutta la regione. Purtroppo, con tanti eventi di pioggia e poche finestre di bello, prima non c'è stato il tempo. Ci hanno chiamati a luglio, era urgente hanno detto. Noi ci siamo messi a disposizione per venire incontro, ma ci vuole tempo, in questo periodo dell'anno non ci sono a disposizione tanti macchinari. Adesso cominceremo con le ciclabili, con via Roma, piazza Tribunale, piazza Walther e poi tutto il resto della città».

Occorreranno mesi, il Comune spenderà almeno 40 mila euro.Responsabilità bipartisan«Il ritardo da parte dell'amministrazione comunale nell'opera di diserbo nei vari quartieri della città è imbarazzante», commenta da Gries Gianni Rossato (Civica). Il quale tiene però a sottolineare: «È comunque importante ricordare che anche il cittadino deve provvedere a mantenere il decoro e l'igiene pubblica. Che ciascun proprietario o i temporanei gestori dell'immobile si facciano carico e siano responsabili della azione di rimuovere erbacce o fronde di cespugli o arbusti che arrechino problemi lungo i muri di edifici e manufatti di propria pertinenza, facendo il tutto con cura e con la prima finalità di collaborare alla sicurezza di tutti e alla migliore convivenza civile».