MERANO. Ieri i primi visitatori si sono presentati già prima delle 9. Poi, per tutta la giornata, l'interesse non è mai mancato. E succederà lo stesso oggi (dalle 9 alle 17), in occasione della seconda giornata di porte aperte a Palazzo Mamming, dove finalmente ha aperto il nuovo Museo civico. I primi giudizi dei meranesi sono lusinghieri per la location, curata in modo esemplare, e per quanto esposto. Puntare su pochi elementi distintivi per trasmettere pregio artistico, contemporaneità e il raggiungimento di un traguardo prestigioso: la città di Merano si riappropria di un gioiello culturale che aspettava da tempo.

Sono questi i presupposti e gli obiettivi che definiscono il progetto grafico e l'opera (quasi completata). L’immagine istituzionale si caratterizza per il giallo acceso e attuale della scritta “Finalmente” - parola simbolo dell’attesa ripagata - e per l’affresco che fa da cornice alla grafica, una delle opere di maggior pregio storico-artistico di Palais Mamming raffigurante il Ratto di Proserpina.

Con un percorso a sviluppo circolare, il visitatore inizia il suo viaggio dalla preistoria e protostoria, per toccare tutti gli ambiti temporali fino a terminare con l’arte moderna. La visita acquisisce un fascino singolare grazie alla presenza di alcuni pezzi “esotici” e curiosi. Fra questi, la collezione di armi del Sudan dell’avventuriero Slatin Pascha.

I meranesi si sono avvicinati, con curiosità, al nuovo museo. E il primo bilancio è sostanzialmente positivo, anche se mancano ancora dei dettagli. Fra l'altro è in fase di allestimento una mostra. «Sono rimasto piacevolmente sorpreso - dice Vito Vetrano - per l'insieme che è stato curato benissimo. Forse mancano un po' le descrizioni dettagliate di ciò che è esposto: ma c'è tempo per rimediare e per fornire, magari con le didascalie necessarie, le spiegazioni al visitatore».

Positivo il giudizio anche di Ovidio Centofanti: "È un museo che merita di essere visitato. La ristrutturazione di Palazzo Mamming è stata curata nel migliore dei modi. Il materiale che è esposto è interessante: certo, manca ancora qualcosa. Per esempio le spiegazioni in generale non mancano, ma bisogna anche curare quelle in dettaglio. C'è bisogno di più tempo, me ne rendo conto. E sono sicuro che si provvederà quanto prima».

Giudizio positivo quello espresso anche da Waltraud Illmer: «L'ho visitato quasi tutto e sono sorpresa per il modo con cui il museo è stato allestito. Bellissima è anche la parte degli affreschi, i quadri sono pregevoli, come il resto che è in mostra. Concordo sul fatto che mancano un po' le spiegazioni di ciò che si vede, ma ritengo sia un problema risolvibile con il tempo».

Anche Eleonora Scarpa ribadisce che valeva la pena aspettare tanti anni prima di avere un museo come questo: «È una struttura interattiva estremamente interessante che per Merano è un autentico gioiello. Sono veramente soddisfatta del lavoro che è stato fatto. Era ora che la nostra città avesse un museo simile: davvero complimenti a tutti».

Per Palazzo Mamming è prevista una serie di manifestazioni che proseguiranno nelle prossime settimane in modo tale da far conoscere a tutti il museo civico. Nei giorni scorsi, è stata consegnata a tutti i lavoratori e alle aziende che hanno partecipato al lavoro di ristrutturazione e all'allestimento del museo un attestato di riconoscimento e di ringraziamento consegnato anche, durante una visita guidata, ai numerosi donatori.