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BOLZANO. A Riga, capitale della Lettonia e capitale europea della cultura 2014, sta nascendo una piccola comunità di studenti altoatesini. Al primo anno di Medicina sono iscritte Anna Laura Lorenzi, Camilla Vedovelli , Costanza Bonmassari, Greta Targhetta e Melanie Ferronato, mentre Caterina Campanella, Silvia Montemerli e Decio Folchini sono al secondo. Matricola di Odontoiatria Stefano Colla.
Nella maggior parte dei casi si tratta di figli di medici o di dentisti che vogliono seguire le orme dei genitori. Ad attirarli sulle rive del Mar Baltico la possibilità di iscriversi alle facoltà di Medicina o Odontoiatria senza dover fare il test di ammissione. È lo stesso motivo che porta all’università Stradina di Riga studenti germanici, norvegesi, svedesi.
Non serve il test, ma per studiare in Lettonia bisogna avere una certa disponibilità economica: l’iscrizione ad Odontoiatria costa intorno ai 12 mila euro l’anno contro i 3 mila richiesti in Italia; a Medicina si viaggia sugli 8 mila rispetto ai 2 mila delle facoltà italiane.
«È vero - ammette Marco Colla, dentista bolzanino, padre di Stefano - le quote d’iscrizione sono alte, però poi rispetto all’Italia il costo della vita è più basso a partire dall’affitto degli alloggi. Per il resto, mi sono informato e sono andato anche a vedere la facoltà di Odontoiatria: è di buon livello e i ragazzi hanno possibilità di fare molta pratica. La laurea è riconosciuta in Italia perché anche la Lettonia è nell’Unione europea. Non è necessario il test di accesso ma c’è comunque una selezione: serve la certificazione della conoscenza dell’inglese, perché le lezioni si svolgono tutte in quella lingua; vogliono i voti di tutti i cinque anni di scuola media superiore, e poi c’è un colloquio. In ogni caso gli studenti altoatesini che hanno deciso di trasferirsi a Riga sono tutti ragazzi che sono usciti dalle superiori con medie alte, solo che non sono riusciti a superare il test d’accesso».
Nel settembre dello scorso ai test di accesso si sono presentati in 85 mila, ma i posti per medicina erano complessivamente 10 mila e 950 per Odontoiatria.
Di questi giorni le dichiarazioni del ministro all’istruzione Stefania Giannini che ha ipotizzato l’abolizione dei test a favore del modello universitario francese, con un primo anno di studi aperto a tutti ed un esame di sbarramento per passare al secondo anno. Semmai comunque se ne parlerà, nella migliore delle ipotesi, il prossimo anno.
Intanto le matricole altoatesine stanno prendendo confidenza con la realtà lettone.
«L'Università - assicura Stefano Colla - è molto seria. Ad Odontoiatria, siamo in tutto 22 studenti divisi in due classi. Sono soprattutto germanici e svedesi ma ci sono anche norvegesi, inglesi, olandesi. I gruppi sono piccoli e questa e una cosa molto positiva, perché i professori sono disponibili per chiarire qualsiasi dubbio. Alcune lezioni sono aperte ed in comune con l'altra classe, mentre le classi pratiche sono riservate ai singoli gruppi ( laboratori, pratica con i manichini, osservazioni al microscopio). La lingua di insegnamento è l'inglese, comunque vista la forte presenza di ragazzi germanici a noi altoatesini non manca certo la possibilità di rinfrescare il tedesco».
E per quanto riguarda gli esami? «Sono molto frequenti, spesso più di uno a settimana, comunque sono utili in quanto ci aiutano a tenerci allenati per la sessione finale di esami (alla quale non si può accedere se non si è sostenuto e superato gli esami precedenti). In questi primi tre mesi inoltre ho avuto la possibilità di conoscere persone di diverse culture e fare nuove amicizie: questo è uno degli aspetti entusiasmanti del fatto di studiare all'estero».


