BOLZANO. La direttrice della ripartizione comunale patrimonio Ulrike Pichler e la tenente della polizia municipale Nives Fedel ieri mattina si sono presentate alle «ex Pascoli» con il fabbro al seguito. L'intenzione, poi sfumata al termine di due ore di trattativa, era quella di eseguire lo sfratto ai danni del Circolo La Comune, che ha inscenato sulla scalinata della scuola una protesta in costume ripetendo ad oltranza lo slogan ad effetto «La Comune, bene comune». Il Circolo, poi, ha strappato una proroga di 30 giorni lavorativi, fino al 9 maggio, prima di trasferirsi nella nuova sede di via Mendola, a patto che la Provincia nel frattempo porti i contributi da 162 a 215-30 mila euro, cifra che era stata erogata nel 2008, nell'era Cigolla. «Chiediamo al sindaco - ha commentato a caldo la presidente del cda Elisa Forcato - che ci aiuti a mediare con la Provincia. Siamo persone civili e siamo convinti che alla fine debba prevalere il buon senso. Al Comune non rimproveriamo nulla, mentre alla Provincia ricordiamo il milione di euro speso per la Capitale della cultura e i 90 milioni destinati al Polo bibliotecario».

La Forcato respinge al mittente le accuse secondo le quali i contributi provinciali, alla fine, servirebbero solo per sostenere un'azienda a carattere familiare. «Il nostro contributo alla città, con l'”Arte del far ridere”, lo diamo da anni. Nel cda, oltre alla sottoscritta, ci sono due persone che con la mia famiglia non hanno nulla a che fare. Il resto sono solo speculazioni».

Ma ieri a farsi sentire è stato anche il Circolo mandolinistico Euterpe, che dovrà traslocare entro il 16 aprile. E, più o meno, nella stessa situazione sembra si trovino anche la banda degli alpini di Gries e i laboratori protetti del Cirs a cui si dice sia stata concessa una proroga fino a giugno grazie all’interessamento dell’Assb. C'è chi ha fatto notare come alla banda Mascagni, che si trovava in una situazione analoga, alla fine sia stata trovata una sede più bella e a costi più bassi al convitto in via Fago. «I nuovi locali che ci vuole dare il Comune - spiega il presidente dell'Euterpe Michele De Luca - costano il doppio di affitto e non sono altrettanto funzionali. Per altri c’è stata ben altra premura». La Provincia, tra l’altro, in una lettera di novembre firmata da Josef March, si era detta «disponibile ad autorizzare lo spostamento di alcune associazioni nella parte dell’edificio che non sarà abbattuta». Cosa che non è avvenuta.

Per «La Comune» la questione sembra lontana dall’essere risolta perché sull’aumento dei contributi l’assessore Tommasini non ha intenzione di fare marcia indietro.

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