di Stefano Vietina
SAN CANDIDO
La scommessa sui collegamenti sciistici rimane valida. In particolare, quella del collegamento tra Alto Adige e Bellunese. Parola di Franz Senfter. L’imprenditore pusterese ci parla a viso aperto dell’idea che vuole concretizzare, è noto, ormai da tempo, e che lo vede in prima fila.
«Noi siamo e continuiamo a essere a fianco dell'amministrazione comunale di Comelico Superiore. Il nostro co-finanziamento per il progetto di collegamento sciistico fra Comelico e Pusteria - spiega Franz Senfter - rimane valido, ed è pari a 12 milioni di euro, ovvero un 30% della cifra complessiva necessaria».
Ma il progetto, signor Senfter, era uno di quelli che dovevano essere finanziati dal Fondo Brancher, e invece il Comelico è rimasto a bocca asciutta...
«E francamente ancora non ho capito le ragioni di quanto è avvenuto. Io non ero minimamente preoccupato, perché era un progetto meditato, con tutte le necessarie autorizzazioni, in linea con i piani ambientali di valle e poteva dare una spinta importante al Comelico e anche al Cadore. Usufruendo peraltro di varie sinergie, come quella con il circuito Dolomiti Superski».
In più era anche stato apertamente appoggiato da Durnwalder.
«Lo avevamo presentato al presidente della Provincia autonoma di Bolzano e lui lo aveva considerato perfettamente in sintonia con la filosofia e lo spirito del Fondo Brancher, ovvero coinvolgere i Comuni meno sviluppati confinanti con l'Alto Adige per poter insieme impostare un valido progetto di rilancio. Comunque, io voglio sottolineare e ribadire con forza che noi siamo a fianco del sindaco di Comelico Superiore, Mario Zandonella Necca, con la speranza che ci siano i soldi necessari, che il fondo Brancher venga rifinanziato. Vedremo».
E in tal senso cosa pensa allora dell'annuncio della prossima chiusura dell'Odi, l'ente speciale chiamato a valutare i progetti?
«Non mi sembra un gran problema, se decideranno direttamente le Province interessate, le cose potrebbero anche andare meglio, ci sarebbe meno burocrazia».
E se i soldi non ci saranno?
«Non voglio nemmeno immaginare questa ipotesi. Ma se dovessimo rimanere da soli, porteremo avanti con la medesima convinzione il progetto del “Giro delle Cime”, anche se con maggiori difficoltà e con tempi probabilmente più lunghi, perché lo riteniamo un disegno strategico indispensabile per il rilancio turistico del Comelico».
Intanto Senfter sottolinea gli investimenti già fatti dalla società Nuova Alta Val Comelico, che presiede e che è detenuta dalla sua holding di famiglia per un 43%, del capitale, dalla Dolomiti di Sesto Spa (che gestisce gli impianti della Pusteria) per un 40%, dall'imprenditore Walter Holzer per un 12% mentre il rimanente 5% è suddiviso fra vari imprenditori e residenti del Comelico.
«Abbiamo già investito 1,5 milioni per l'innevamento, la nuova pista Campo e la messa a punto degli impianti di Padola. Adesso si tratta di stringere i denti e andare avanti, anche se sappiamo di dover soffrire prima di portare la gestione in pareggio».
Ma cosa serve adesso per fare il salto di qualità?
«Serve un po' di sprint, idee, voglia di fare e meno burocrazia. Ma non solo in Comelico, dico in generale. L'impressione è che, in realtà, la crisi in Italia ancora non sia stata avvertita in tutta la sua gravità».
In che senso?
«Mi sembra tutto fermo; non vedo quello che oggi sarebbe davvero necessario, ovvero darsi da fare per sbloccare le decisioni sulle infrastrutture, in tema di energie rinnovabili, eccetera, che potrebbero creare posti di lavoro e favorire la ripresa».
L'osservatorio di Senfter è duplice. Da San Candido, dove si trova il quartier generale della holding di famiglia, ha uno stretto legame con Bolzano e con tutto quanto si muove in Alto Adige; da Modena, dove trascorre parte della settimana come presidente di Grandi Salumifici Italiani, allarga la visuale sul resto d'Italia e d'Europa. Grandi Salumifici Italiani ha chiuso il 2011 con ricavi che sfiorano quota 605 milioni di euro, in leggera crescita rispetto al 2010, con 108 mila tonnellate di prodotti venduti e un utile netto che supera 11 milioni. Risultati che Senfter conta di confermare nel 2012, nonostante la difficile situazione economica generale, puntando sull'estero.
Ma torniamo al Comelico, oggi cosa serve?
«La convinzione, soprattutto da parte dei residenti, che insieme possiamo portare avanti questo progetto di unione fra le due valli, che avrà ricadute positive per tutti».
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