BOLZANO. «Adesso è tutto un coro di critiche, ma noi ci abbiamo creduto veramente e per tre anni abbiamo lavorato sodo al progetto che scommetteva su Bolzano, capitale della cultura 2019, assieme a Venezia e al Triveneto». Così Denis Isaia, critico d’arte nonché presidente della Cooperativa 19 che dalla Provincia in tre anni ha ricevuto 310 mila euro.
In tempi in cui si taglia su tutto e si aumentano le tariffe degli asili nido, è una cifra notevole. Come è stata spesa?
«È stata spesa bene. I soldi investiti in cultura non sono mai sprecati. Anche se adesso che il progetto non ha superato l’esame della giuria sono tutti pronti a sparare addosso».
Ma in concreto cosa ha fatto la Cooperativa 19?
«La prima parte del progetto è consistita nell’andare in giro per la provincia con il container - ci sono state 19 tappe - ad incontrare popolazione e associazioni, per spiegare e sensibilizzare sull’importanza del progetto. Il nostro obiettivo era coinvolgere il territorio».
E poi?
«Parallelamente abbiamo promosso workshop, con una decina di tavoli di lavoro su temi che spaziavano dalla musica ai musei, ai quali sono stati invitati anche rappresentanti di città che sono state Capitali della cultura. Sono state coinvolte anche aziende altoatesine che ci hanno ospitato. Tra le altre cose abbiamo organizzato una mostra e promosso una ricerca sull’industria culturale creativa».
Di tutto questo cosa resta?
«Abbiamo posto le basi per proseguire le collaborazione con le altre realtà coinvolte nel progetto».

