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La sentenza è arrivata ieri sera, attorno alle 19: la Corte d'assise d'appello di Bolzano ha confermato il verdetto di primo grado e ha condannato a 18 anni di reclusione Dzenana Mangafic (nella foto), la badante bosniaca sessantenne accusata di aver ucciso l'ex marito, il sessantunenne Kurt Huber, nel dicembre 2016 a Rasun. L'uomo, gravemente malato e con una gamba amputata a causa del diabete, venne assassinato con otto coltellate, nel letto di casa sua. I giudici di secondo grado hanno confermato in pieno la condanna di primo grado. I due difensori della donna, Angelo Polo e Andreas Tscholl, hanno ascoltato con comprensibile disappunto la lettura della sentenza. «Attenderemo di leggere le motivazioni di questa decisione, tra novanta giorni – ha commentato Angelo Polo – e poi valuteremo se ricorrere in Cassazione»


