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BRESSANONE. Il set del film “Il boss in salotto” sbarca anche a Bressanone. Il regista Luca Miniero, reduce dai successi di “Benvenuti al Sud”, 30 milioni di incassi, e di “Benvenuti al Nord”, 29 milioni, ha scelto l'Alto Adige come location per la sua ultima fatica, “Il boss in salotto” appunto, che avrà come interpreti Luca Argentero, Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro e Ale & Franz, e dopo settimane di riprese a Bolzano il 20 ed il 27 aprile il set si sposterà a Bressanone, e precisamente al Vinzentinum e in piazza Duomo. Un'occasione importante per la città vescovile di “apparire” in una commedia che non mancherà di bissare il successo dei due “Benvenuti”. Soddisfatti il sindaco Albert Pürgstaller e il vicesindaco Gianlorenzo Pedron che si è occupato in prima persona dell'organizzazione. «Non è la prima volta che Bressanone viene scelta come location di un film e non posso che essere soddisfatto per la scelta del regista Miniero» spiega il sindaco. Pedron aggiunge che inizialmente la richiesta riguardava solo il Vinzentinum. Poi, dopo un sopralluogo Luca Miniero si sarebbe innamorato del cuore di Bressanone. «Sì, dopo aver visto piazza Duomo, il regista se ne è innamorato ed ha espresso la volontà di girarci qualche scena – sottolinea il vicesindaco – Il 20 aprile, dunque, il ciak è previsto al Vinzentinum, il complesso scolastico a nord della città, mentre sabato 27 aprile tutto si sposterà in piazza Duomo. Non possiamo che essere contenti di avere una piccola parte nella nuova commedia del regista Miniero, visto che il cuore di Bressanone potrà essere ammirato da milioni di spettatori». “Un boss in salotto” riprende il tema dei due precedenti film contro i luoghi comuni tra Nord e Sud, e racconta a storia di una famiglia capeggiata da Paola Cortellesi, meridionale, e suo marito è Luca Argentero, unico “nordista”. Vivono a Bolzano, lei di umili origini, cerca la scalata sociale con le unghie e con i denti e, come ha spiegato il regista Miniero, «le capita il peggiore incubo per una napoletana che fa di tutto per integrarsi e abbandonare le sue radici: le mandano a casa agli arresti domiciliari il fratello, Rocco Papaleo, che non vede da 15 anni, implicato in un processo di camorra». Da qui una storia che non mancherà di divertire ma anche di far riflettere.


