BOLZANO. I benzinai altoatesini sono in fortissima difficoltà: rispetto all’anno scorso le vendite di carburante sono calate almeno del dieci percento; in tanti, troppi, per risparmiare vanno ancora a rifornirsi Oltrebrennero; la stagione poi non aiuta affatto: fa troppo caldo, e così alla gente non viene nemmeno in mente di cambiare le gomme; in più, la scontistica imposta dalle compagnie petrolifere ha visto drasticamente ridursi i compensi dei benzinai; per via della crisi, i clienti cominciano a rinunciare anche ai servizi accessori e così i gestori sono costretti a ridurre o azzerare il proprio personale; intanto, in città tre pompe sono chiuse per lavori di risanamento e bonifica imposti dalle vigenti normative, mentre un quarto distributore chiuderà definitivamente a fine anno; last but nor least, le compagnie stanno premendo per introdurre i cosiddetti distributori-fantasma: privi di personale tranne un custode pagato al massimo 700-800 euro al mese per le pulizie del piazzale. È il pesante quadro fornito dal presidente dei benzinai altoatesini, Wolfgang Angerer.

In città, momentaneamente, qualche benzinaio nelle vicinanze magari ne trarrà qualche vantaggio, ma i gestori delle tre stazioni di servizio attualmente chiuse per bonifica e messa a norma sono in panne. Per mesi si è costretti alla chiusura e pur non incassando si deve contribuire alle ingenti spese per la ristrutturazione. Succede all’Ip di via Resia, transennato per lavori. Altrettanto accade a ponte Resia, dove il distributore della Q8 è chiuso per la bonifica del terreno e la messa a norma dei serbatoi e delle pompe dei carburanti. Chiuso è pure l’Ip di via Claudia Augusta. Proprio ad Oltrisarco c’è la dimostrazione vivente di quanto sia dura per i benzinai in questo periodo. Il distributore è transennato, all’interno il cantiere ha tutta l’aria di essere ancora in alto mare. Sulla strada però si è voluto esporre un cartellone. Sopra ci sta scritto: gommista aperto. In mezzo si spiega: lavori in corso. Sotto si ribadisce, a scanso di equivoci: gommista aperto. Insomma: chi può, prova a tenere aperto lo stesso.

«Dopo 15 anni - spiega il presidente Wolfgang Angerer - l’impianto deve essere rinnovato, bisogna mettere a norma la parte elettrica, i serbatoi eccetera». Ai distributori ora chiusi, almeno, va meglio che non al Gnp a Pié di Virgolo. Chiuderà a fine anno, sfrattato dal Comune, che in loco vuole istituire una microarea per i nomadi. Svanirà così uno dei due distributori di Gpl in città. «Si potrebbe trasferire altrove, ma ci vogliono almeno 500 metri di distanza dalle zone abitate. Per il metano non ci sono problemi, per il Gpl sì. Potrebbe per esempio aprirne uno il San Marco a ponte Campiglio. Però ancora non si è deciso nulla».

Ma come stanno andando gli affari, attualmente? «Male, male, male. Non sono calate soltanto le vendite di carburante, ma anche il resto: lavaggio auto, cambio olio, insomma tutti i servizi accessori». Negli ultimi anni, proprio i servizi accessori avevano salvato diversi distributori, perché con i carburanti si guadagna poco niente. «Ormai, anche chi deve cambiare le gomme o anche solo le spazzole del tergicristallo, per farlo aspetta di doversi sottoporre alla revisione». In calo anche i lavaggi e tutto il contorno. «Ovviamente, così serve meno personale. Una gran parte dei 170 distributori altoatesini ormai funziona coi soli gestori, senza personale». Troppi automobilisti, «vanno in Austria a farsi un giro, fanno il pieno a prezzo ridotto e poi per due settimane sono a posto: noi non li vediamo neanche. Da Bressanone in su, le pompe sono semideserte. Idem in Pusteria e Venosta». E non è finita qui: «Per tentar di recuperare i mancati guadagni riducendo i costi, le compagnie petrolifere premono per l’istituzione dei distributori-fantasma: niente personale, solo un custode, pagato 700-800 euro al mese: pulizie dello spiazzo, qualche controllo, null’altro».

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