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BOLZANO. È stata una festa dello spirito e del gusto quella organizzata nei giorni scorsi presso il bello Spazio Famiglia di Piazza Montessori.
Un’occasione di condivisione tra famiglie e soprattutto di incontro tra culture sotto lo sguardo compiaciuto dell’Albero di Natale. Cucina etiope preparata a regola d’arte da una giovane ragazza di Gonder, Rahma Tesfa Ahmed, con un grande talento culinario. Lei, minuta e gentile, accompagnata dai fratelli e dalla madre Alkadir Kadija giunta alcuni anni fa in Italia a bordo dei barconi della disperazione, ha voluto condividere con le numerose famiglie bolzanine intervenute l’elegante ed emozionate cucina del suo paese. Tutto esaurito per assaggiare l’injera un pane simile all’omelette, fatto con la vera farina di Teff messa a disposizione da Slow Food Alto Adige che ha anche contribuito alla preparazione dei piatti a base di carne ovina speziata per la delizia presenti.
A coordinare la serata insieme ai volontari come Gloria Serra, Cinzia Favali una delle operatrici di Spazio Famiglia, un eccellente progetto dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano per lo sviluppo della comunità rivolto, in particolare, ai cittadini del quartiere Firmian. Un punto di incontro, oltre che un spazio fisico per le tante nuove famiglie bolzanine giunte a Bolzano da altre regioni italiane e paesi del mondo. Anche la piccola e laboriosa comunità etiope fa parte della nuova Bolzano e porta con se perle della sua cultura millenaria come la cucina che insieme a quella eritrea è tra le più nobili e apprezzate dell’Africa.
Alla base come hanno potuto osservare e gustare i partecipanti alla serata il pane fatto con l’antichissimo cereale degli altipiani etiopi, totalmente integrale che viene preparato con un paio di giorni di anticipo e lasciato lievitare e fermentare prima di essere cotto come una omelette. Su questo pane vengono appoggiate verdure e legumi cotti insieme a bocconcini di carne speziata e stufata con le mille profumate spezie africane. Una vera delizia anche per la salute e la sostenibilità. Le portate si mangiano, infatti tradizionalmente senza posate ma utilizzando un pezzetto di injera per raccogliere i bocconi di cibo.
Per concludere la serata è stato preparato anche il tradizionale caffè etiope che è una delle culle della civiltà della bevanda più amata dagli italiani. Balli tradizionali e auguri per finire in bellezza sulle note fraterne delle antiche ballate etiopi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’occasione di condivisione tra famiglie e soprattutto di incontro tra culture sotto lo sguardo compiaciuto dell’Albero di Natale. Cucina etiope preparata a regola d’arte da una giovane ragazza di Gonder, Rahma Tesfa Ahmed, con un grande talento culinario. Lei, minuta e gentile, accompagnata dai fratelli e dalla madre Alkadir Kadija giunta alcuni anni fa in Italia a bordo dei barconi della disperazione, ha voluto condividere con le numerose famiglie bolzanine intervenute l’elegante ed emozionate cucina del suo paese. Tutto esaurito per assaggiare l’injera un pane simile all’omelette, fatto con la vera farina di Teff messa a disposizione da Slow Food Alto Adige che ha anche contribuito alla preparazione dei piatti a base di carne ovina speziata per la delizia presenti.
A coordinare la serata insieme ai volontari come Gloria Serra, Cinzia Favali una delle operatrici di Spazio Famiglia, un eccellente progetto dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano per lo sviluppo della comunità rivolto, in particolare, ai cittadini del quartiere Firmian. Un punto di incontro, oltre che un spazio fisico per le tante nuove famiglie bolzanine giunte a Bolzano da altre regioni italiane e paesi del mondo. Anche la piccola e laboriosa comunità etiope fa parte della nuova Bolzano e porta con se perle della sua cultura millenaria come la cucina che insieme a quella eritrea è tra le più nobili e apprezzate dell’Africa.
Alla base come hanno potuto osservare e gustare i partecipanti alla serata il pane fatto con l’antichissimo cereale degli altipiani etiopi, totalmente integrale che viene preparato con un paio di giorni di anticipo e lasciato lievitare e fermentare prima di essere cotto come una omelette. Su questo pane vengono appoggiate verdure e legumi cotti insieme a bocconcini di carne speziata e stufata con le mille profumate spezie africane. Una vera delizia anche per la salute e la sostenibilità. Le portate si mangiano, infatti tradizionalmente senza posate ma utilizzando un pezzetto di injera per raccogliere i bocconi di cibo.
Per concludere la serata è stato preparato anche il tradizionale caffè etiope che è una delle culle della civiltà della bevanda più amata dagli italiani. Balli tradizionali e auguri per finire in bellezza sulle note fraterne delle antiche ballate etiopi.
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