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BOLZANO. Pensioni d’oro, la Svp aumenta il pressing sui beneficiari delle maxi liquidazioni. La Parteileitung ha dato disposizioni ieri ai beneficiari delle maxi liquidazioni di restituire al consiglio regionale quanto ricevuto. Dovranno farlo in un mese, questo il termine fissato. C’era già stato una sorta di appello nella precedente seduta. I risultati sono stati deludenti, visto che solo Martha Stocker e Sabina Kasslatter Mur hanno effettuato i bonifici di restituzione del denaro liquido ricevuto dal consiglio regionale. Nel frattempo il gruppo di lavoro incaricato di studiare questa crisi ha messo a punto la strategia, fatta propria ieri dalla direzione. Intanto resta sospesa la campagna di tesseramento. L’urgenza della Svp è doppia. Trovare una soluzione a breve e intanto dare il segnale che ci si sta lavorando. «Dobbiamo mostrare una azione precisa, veloce e trasparente. L’errore c’è stato e lo ammettiamo», riassume l’Obmann Richard Theiner.
Le elezioni europee di fine maggio sono troppo vicine per rischiare lo sciopero degli elettori. Non è andato bene il test di domenica a Laces, tra l’altro la «casa» di Theiner: ha votato solo il 67 per cento, il 10 per cento in meno delle comunali del 2010. Ha vinto largamente Helmut Fischer della Svp con l’82% dei voti, ai Freiheitlichen è andato il 13% e il 4% alla Stf.
Ma erano da gelo polare le interviste a Laces, con numerosi elettori che precisavano «votiamo solo perché si tratta di elezioni comunali».
Dalla seduta di ieri sono uscite altre due novità. La richiesta ai beneficiari delle liquidazioni è di restituire non solo gli acconti arrivati sui bonifici, ma di sottoscrivere anche una dichiarazione di rinuncia alle quote intestate nel Fondo Family. Le operazioni andranno effettuate entro un mese. Per quella data dovrebbe arrivare anche il parere del professor Nogler, incaricato dalla giunta regionale di definire i margini giuridici per rivedere la normativa sui vitalizi.
La richiesta di restituzione, precisano Theiner e il segretario organizzativo Martin Alber, è rivolta ai beneficiari che ancora siedono in consiglio provinciale o che abbiamo maturato il diritto al vitalizio, senza però riscuoterlo. Con gli ex politici che già incassano il vitalizio è stato deciso di aspettare la legge regionale.
E poi c’è ancora una novità. Per evitare di dividere il partito in una lista dei buoni e dei cattivi, è stato deciso un provvedimento per i consiglieri eletti la prima volta nel 2008, ormai fuori dal regime dei vitalizi, che hanno ricevuto alla fine della scorsa legislatura i 210 mila euro corrispondenti ai versamenti previdenziali effettuati nei cinque anni. «Tutto questo per favorire una soluzione futura», spiega Theiner, che sottolinea, «per noi è importante che il partito si muova con una strategia unica nei confronti del denaro ricevuto, prima ancora che si capisca quali saranno i paletti entro cui potrà muoversi la giunta regionale». Il 24 marzo si riunirà il Parteiausschuss e subito dopo ci sarà una nuova assemblea dei referenti locali, che restano sul piede di guerra, «per studiare eventuali nuove misure». Lo stesso Theiner, che aveva annunciato l’intenzione di devolvere parte del denaro al partito, fa sapere di avere disposto il bonifico sul conto del consiglio regionale. E chi non verserà? «Non abbiamo parlato di sanzioni. Vediamo che effetti avrà il nostro invito a restituire», è la risposta. Ma Herbert Dorfmann, eurodeputato e Obmann della Val d’Isarco, aggiunge: «Chi fa parte del partito ha doveri precisi». E se l’appello alla morale non basterà, rivela l’Obmann pusterese Albert Wurzer, «la Svp renderà nota la lista di chi ha versato e di chi non l’ha fatto. Ciò varrà in prospettiva anche per i beneficiari dei vitalizi. Almeno le persone sapranno». La posizione di Theiner al momento non è in discussione, ma lo stesso Obmann ammette: «Se tutti restituiranno i soldi, allora i danni saranno limitati». Nel partito ci si guarda in cagnesco e ieri in riunione c’è stato chi ha lanciato una stilettata a Karl Zeller, che ha bollato come errore madornale tutta l’operazione dei vitalizi: «E voi parlamentari rinuncereste a parte della vostra pensione?».
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