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VIPITENO. La sentenza del Consiglio di stato che boccia il parco eolico al Brennero è stata l’ultima mazzata in ordine di tempo e così la Leitwind, azienda del gruppo Leitner impegnata a sviluppare il settore eolico, si trova in difficoltà, tanto da dover ricorrere alla cassa integrazione. «A seguito della crisi locale e nazionale - ha scritto l’azienda in una lettera inviata ai suoi dipendenti - che ha investito il settore eolico, delle resistenze di natura politica e anche sociale riscontrate e i conseguenti risultati negativi fatti registrare da Leitwind Spa, lo scorso anno si era resa necessaria una riorganizzazione, che aveva condotto all’avvio di una procedura di mobilità con riduzione di personale in seno a Leitwind Spa di 10 unità. L’ulteriore considerevole riduzione del volume di affari in Italia anche nell’esercizio in corso, la precaria situazione che si registra sul fronte delle commesse e in modo particolare la sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, che ha rigettato il progetto “Parco eolico Brennero”, costringono di fatto la direzione aziendale ad attivare, dopo l’esaurimento delle ferie residue e per un periodo di 3 mesi, la cassa integrazione ordinaria per circa e sino ad un massimo di 15 collaboratori di Leitwind.
«In relazione alla sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato - sta scritto sulal lettera che l’azienda ha inviato ai lavoratori - , non condividendo la nostra azienda le motivazioni esposte dal giudice relatore Bernhard Lageder, desideriamo comunicarvi che è nostra intenzione ricorrere avanti alla Corte di giustizia europea. Proprio in quest’ottica abbiamo affidato ai nostri legali un chiaro e preciso incarico.
La cassa integrazione guadagni è un istituto previsto dalla legge italiana consistente in una prestazione economica ridotta, erogata dall'Inps, in favore dei lavoratori sospesi dall'obbligo di eseguire la prestazione lavorativa. Le collaboratrici e i collaboratori direttamente interessati verranno informati personalmente entro la terza settimana del mese di ottobre. Ci auguriamo che l’applicazione di questa ulteriore necessaria e dolorosa misura possa consentire di fare fronte agli effetti dell’inattesa sentenza del Consiglio di Stato e della conseguente riduzione di lavoro derivante. Siamo fiduciosi che i collaboratori possano comprendere la necessità di questi passi, nella consapevolezza di riuscire a superare assieme questo periodo difficile, per dare poi spazio a un futuro di successo».


