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BOLZANO. Frutta e verdura: buone e sane, sì, ma come fare in modo che anche i bambini le apprezzino? A fronte del calo dei consumi (-7% tra il 2010 e il 2015, con una ripresa a partire dal 2016 - ripresa rallentata dal rincaro dei pressi dovuto alle anomalie climatiche) il MiPAAF porta avanti da anni uno speciale programma europeo, “Frutta e verdura nelle scuole”, a cui le scuole primarie possono aderire per introdurre nei programmi scolastici l’educazione a un’alimentazione sana ed equilibrata che aiuti il bambino nella crescita. Per il nono anno consecutivo, più di 7700 bambini altoatesini si vedono recapitare frutta e verdura due volte in settimana per una merenda di metà mattina sana e diversa: cachi, mandorle, carote, nocciole, mele, ceci lessati... «Sono tutti prodotti italiani di prima qualità» garantisce Andrea Ancarani, referente di Alegra (cooperativa di 10mila produttori che si è aggiudicata l’appalto per la fornitura di frutta e verdura nelle scuole italiane). «Per contrastare il calo nei consumi dobbiamo dare ai bambini frutta buona. Non è sempre facile portare in giornata un prodotto pronto al consumo ma facilmente deperibile come cachi, pere e fragole, ma per ora ci riusciamo egregiamente. Oltre alle distribuzioni regolari, poi, ci sono le giornate di distribuzione speciale, e lì mettiamo in piedi un vero e proprio laboratorio sensoriale: tanti prodotti diversi per far sentire al bambino più gusti.» Con la recente riforma del programma si accentuano la comunicazione e la promozione: si apre così un meccanismo educativo più complesso, che vede coinvolti famiglie e insegnanti (ai quali sono riservati specifici corsi di formazione ad opera del Crea, Consiglio per la Ricerca e l’Economia Agraria) per la costruzione di una coscienza alimentare condivisa. Stessa direzione per il programma parallelo “Latte nelle scuole”, che a partire dal secondo quadrimestre di quest’anno incentiverà il consumo del latte e dei suoi derivati, combattendo le fake news a riguardo. Alla scuola primaria Dante Alighieri - Bolzano 1 l’iniziativa piace, a partire dalla dirigente Sabine Giunta, che vorrebbe incentivare la distribuzione di prodotti a km0, mentre la maestra Flavia Pareschi racconta che i giovani alunni hanno accolto con slancio la proposta, con un’importante ricaduta a livello educativo. Gli alunni della V B sono soddisfatti: Nicolò ha assaggiato per la prima volta il caco, una novità anche per Marilù e per Renis, mentre Zehab ha scoperto i fichi. Il frutto “nuovo” per Massimo, invece, è il litchi: ma è in un ortaggio molto comune che ha trovato l’ispirazione per il brillante racconto “La carota che voleva essere più di un minestrone”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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